"Il primo abuso a Cornelia quando avevo otto anni. Mamma non c'era in casa. Stava in ospedale per la nascita di un fratellino. Ero soggiogata, impaurita. Ce ne sono stati altri". Sono queste le drammatiche parole di una ragazza di 27 anni, che dagli 8 ai 16 anni è stata ripetutamente violentata dal padre, adesso condannato a dieci anni di carcere. Una vita di violenze, botte e abusi che sono continuati anche nell'età adulta: perché quando ha trovato la forza di andare via di casa Francesca (nome di fantasia, N.d.R.), si è messa con un ragazzo che la stuprava e la picchiava. Come faceva il padre. Anche il compagno è stato condannato a cinque anni di reclusione. La drammatica vicenda è stata raccontata da Adelaide Pierucci su Il Messaggero. I due sono stati condannati ieri dal Tribunale di piazzale Clodio: alla fine Francesca si è decisa e ha denunciato i suoi aguzzini, i due violenti che le hanno rovinato la vita.

"Voglio un caffè", la parola d'ordine per gli abusi

Il padre e il fidanzato sono stati invece assolti per il reato di maltrattamenti in famiglia. Non perché non ne fossero responsabili, ma perché per quell'accusa è scattata la prescrizione. La prima denuncia della ragazza risale al 2009: inizialmente anche la sorella ha dichiarato di essere stata violentata dal padre, poi si sono fatte avanti le cugine. Alcune di loro poi hanno ritrattato, forse per paura di ritorsioni all'interno della famiglia o di essere allontanate. Ci sono voluti anni affinché il processo partisse. Il racconto di Francesca è agghiacciante: una storia di abusi iniziata da bambina. E a soli 8 anni, non sai cosa fare, soprattutto se l'orco è una delle persone di cui ti dovresti fidare di più. Il segnale degli abusi era sempre uno. Una frase poco chiara, incomprensibile agli altri, così il resto della famiglia sarebbe rimasta all'oscuro di quanto stava avvenendo. "Voglio un caffè", le diceva. Dopo anni, Francesca ha trovato il coraggio di dire basta a quell'orrore e di denunciare. In carcere finiranno sia il padre sia l'ex compagno.