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Abusava della sua posizione per intimidire le donne e le colleghe che rifiutavano le sue avances. Protagonista della brutta vicenda A.Z., un vigile urbano di 56 anni rinviato a giudizio dal Pubblico ministero Maria Gabriella Fazi e dal procuratore aggiunto Maria Monteleone. L'uomo non è al suo primo precedente penale, dato che era già stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione per aver palpeggiato nel 2015 una collega. "Molestatore a carattere seriale soprattutto nei confronti delle colleghe di lavoro": così era stato definito, senza mezzi termini, dal giudice per le indagini preliminari nel momento dell'arresto, avvenuto quattro anni fa mentre l'uomo si trovava proprio in Tribunale per discutere il ricorso presentato contro il suo trasferimento predisposto dal comando in cui lavorava. Adesso è stato rinviato nuovamente a giudizio: oltre ai reati di cui si è macchiato in passato, infatti, l'uomo ha anche fatto una multa falsa a una vigilessa che lavorava insieme a lui. Lo riporta la Repubblica.

Rinviato a giudizio vigile urbano: multe a colleghe che lo rifiutavano

I fatti risalgono a giugno 2015. A.Z., approfittando della sua posizione lavorativa, aveva fatto una multa falsa a un'altra vigilessa – impiegata al suo stesso comando – in via dell'Amba Aradam. "Multe alle colleghe come metodo di soggezione per accettare le sue avance": questo c'è scritto nelle carte presentate in Tribunale, anche se per adesso non si è ancora configurato per l'uomo il reato di estorsione o violenza sessuale. La vittima si è costituita parte civile nel processo, così come il Campidoglio. Bisognerà adesso attenderne l'esito per capire come evolverà la vicenda che vede coinvolto l'uomo, che già in passato aveva molestato una donna sul posto di lavoro ed era stato per questo condannato.