Avevano stoccato più di un milione di mascherine illegali in un deposito nel quartiere Prenestino per poi rivenderle e sfruttare economicamente a loro vantaggio l'emergenza coronavirus. Si trattava di dispositivi non sicuri e che non proteggevano in alcun modo dal rischio di contagio, ma che erano destinati alla vendita: una truffa in piena regola non solo a livello economico, ma anche per la salute delle persone messa a rischio da queste mascherine con falso marchio CE. A scoprire la frode, i finanziari del Comando provinciale di Roma. Tutto il materiale è stato sequestrato.

Le indagini della Guardia di Finanza

Le indagini sono scattate a partite da sequestri di mascherine avvenuti nei mesi scorsi: le Fiamme Gialle hanno monitorato i canali di approvvigionamento dei negozianti che erano stati già denunciati e sono riusciti ad arrivare a una società gestita da due cittadini cinesi, nel cui container sono state trovate le mascherine chirurgiche provenienti dalla Repubblica popolare cinese. Alcune avevano il marchio CE contraffatto, mentre altre erano prive della autodichiarazione da inviare all’Istituto Superiore della Sanità e all’I.N.A.I.L. per l’attestazione delle caratteristiche tecniche e il rispetto dei requisiti di sicurezza. Oltre alle mascherine sono stati sequestrati 10mila euro in contanti e un'auto di grossa cilindrata, mentre i due responsabili sono stati accusati di frode in commercio, ricettazione e vendita di prodotti contraffatti.