"Noi non ce ne andiamo di qui finché la sindaca non scende e non ci dà una casa". Sono risolute Pina, Annamaria e Marina, le tre donne che questa mattina si sono incatenate alla scalinata del Campidoglio. A sostenerle, gli attivisti di ASIA-USB. Pina, 77 anni, è una signora anziana molto malata che vive attualmente in un'occupazione e deve andare in giro con una bombola dell'ossigeno. E, nonostante questo, dice "starò lì sotto finché non me moro". Marina ha quattro figli, un bambino autistico e una situazione lavorativa che non le consente di pagare un affitto pieno. Annamaria è stata sfrattata alcuni mesi fa da Villa Gordiani: "Volevo buttarmi di sotto, mi ha presa un vigile. E hanno avuto anche il coraggio di dire che sono uscita volontariamente". Tre donne disperate, tre situazioni specchio dell'emergenza abitativa che vive la città di Roma. "Gli appartamenti però ci sono, perché non ce li danno?".

La storia della signora Pina, 77 anni: "Sono malata, rimango qui a costo di morire congelata"

Fanpage.it ha raccolto le voci delle tre donne che si sono incatenate al Campidoglio. "Ho vissuto quarant'anni in una casa popolare con mio marito, poi me ne sono dovuta andare", racconta la signora Pina. "Poi ho abitato per dieci anni a Torre Angela con mio marito, lui è morto e io non potevo più pagare la pigione. Sono quindi andata a stare un po' con mia figlia, ma alla fine mi sono dovuta trasferire in un'occupazione. Nel 2013 ho fatto domanda per avere una casa dell'Ater, ma me l'hanno respinta. Ho fatto ricorso e mi hanno respinto pure quello, perché avendo la residenza da mio figlio, gli risulta che casa è la mia. Ma casa non è mia, è intestata a mio figlio!". Un intoppo burocratico, che non permette alla signora Pina di poter avere la casa popolare che chiede ormai da anni. "Io a 77 anni sono costretta a stare così. Sono anni che sto in un'occupazione, sono malata. Ho l'ossigeno, un enfisema polmonare, ho l'osteoporosi, che altro mi deve venire? Un monolocale a 550 euro ma chi me lo dà, che ne prendo 630 di pensione?".

Annamaria, da Villa Gordiani al centro di accoglienza

"Sono quattro mesi che sono costretta a vivere in un centro di accoglienza – racconta Annamaria, incatenata al Campidoglio – Lì dentro si sta malissimo, ho perso 14 chili. Sono venuta da Milano per stare con mia suocera a Villa Gordiani, perché che aveva bisogno di una badante. Lei però dopo un anno è morta, io non sapevo dove andare e non prendendo ancora la pensione sono rimasta lì. Per cinque anni ho sempre pagato l'affitto, anche se si faticava ad arrivare a fine mese perché prendo 420 euro di pensione. Poi mi hanno sfrattata. Mi stavo buttando dal balcone e mi ha presa il vigile al volo. E hanno avuto il coraggio di dire che me ne sono andata volontariamente. Mi sono incatenata perché a distanza di mesi non c'è ancora una soluzione alla mia situazione". Anche Annamaria è intenzionata a non andarsene e rimanere finché Virginia Raggi non le incontra. "Le case ci sono, non capisco perché non ce le danno".

Marina, vittima di una truffa costretta a lasciare casa

"Io avevo il buono casa, lo avevo ottenuto tre anni fa dal Comune di Roma – dice Marina – L'appartamento dove stavo è stato però pignorato perché la proprietaria non pagava il mutuo. Un giorno sono venute le forze dell'ordine e mi hanno buttato fuori: ma io non ero minimamente a conoscenza della situazione". Marina ha quattro bambini, di cui uno autistico. Si è sbrigata quindi a trovare un'altra sistemazione che le consentisse di avere un tetto sopra la testa. "Da agosto non riesco a pagare l'affitto, e il Comune dice che non metterà nulla perché la vecchia proprietaria non gli ha mai ridato i soldi. Ma io cosa c'entro in tutto questo? Adesso sono di nuovo sotto sfratto, stiamo in mezzo a una strada un'altra volta. Non ho soldi per pagare un affitto intero, lavoro come donna delle pulizie, ma non sono nemmeno in regola".