L'uomo che il 17 luglio 2018 ha sparato un colpo di carabina a Cerasela, la bimba rom di appena un anno che in quel momento si trovava in braccio alla madre, ha offerto 220mila euro di risarcimento alla famiglia. Lo riporta Il Messaggero. La piccola – che oggi ha due anni e tre mesi – non cammina ancora, e gattona aiutata da un tutore. Adesso è troppo piccola ancora per rendersi conto di ciò che sta accadendo, ma quando sarà grande probabilmente zoppicherà a causa del colpo ricevuto. La richiesta del risarcimento è stata depositata ieri dai legali di Marco Arezio, l'uomo che ha sparato a Cerasela alla schiena, insieme a quella del patteggiamento. Adesso la palla passa al pm e alla giudice, che dovranno decidere se l'offerta è congrua oppure no.

Sono due le valutazioni dei periti sulla piccola: una, quella sollecitata dall'imputato, fissa una disabilità compresa tra il 15% e il 18%. L'altra, si attesta sul 55%. E questo chiaramente potrebbe cambiare la somma fissata come risarcimento, che potrebbe diventare anche più alta rispetto a quella offerta da Arezio. L'uomo, sparandole con una carabina ad aria compressa, ha colpito la piccola al torace mentre si trovava in braccio alla mamma, causandole la frattura della IX vertebra e ‘la lesione della pleura parietale'. Si è sempre giustificato dicendo che il colpo è partito per sbaglio e che non voleva colpire nessuno: non gli credono invece gli inquirenti, che pensano che Arezio abbia sparato deliberatamente in direzione della mamma con la sua bambina. L'uomo si è costituito quattro giorni dopo, quando ha capito che stava per essere individuato. Da allora per la piccola è iniziato un calvario fatto di cure e fisioterapia. Che, vista l'età, ancora non comprende.