Immagine tratta dal sito della Comunità di Capodarco
in foto: Immagine tratta dal sito della Comunità di Capodarco

Sciopero di 24 ore. Questo hanno deciso le lavoratrici e i lavoratori della Comunità di Capodarco di Roma Onlus, che domani si troveranno davanti la sede dell'azienda nel quartiere di Statuario per fare un volantinaggio e chiedere il pagamento delle retribuzioni passate e correnti e delucidazioni sul futuro della Onlus, ancora non chiarissimo. "La crisi economica di Capodarco arriva da lontano, ma i problemi sono degenerati da circa un anno – dice Tiziano Trobia, delle Camere del Lavoro Autonomo e Precario – Adesso non solo non riescono a pagare gli stipendi, ma non hanno nemmeno i soldi per le attrezzature e le forniture. Quindi la situazione si è aggravata molto sia per chi a Capodarco ci lavora, perché non viene pagato, sia per chi deve usufruire dei servizi. La crisi della Onlus ormai è certificata, tanto che lo scorso anno è stato avviato un processo di commissariamento con l'arrivo di un commissario straordinario a settembre 2018″.

Con l'arrivo del commissario straordinario, la situazione sarebbe dovuta migliorare. "Hanno detto ai lavoratori che avrebbero garantito almeno il pagamento degli stipendi correnti, ma così non è stato – continua Tiziano Trobia – Inoltre Capodarco avrebbe dovuto presentare un piano di rientro ai creditori per uscire dalla crisi: questo processo avrebbe dovuto concludersi tra dicembre e gennaio ma così non è stato. Non si sa nulla del piano di rientro. Per i lavoratori c'è il problema degli stipendi non pagati: e inoltre non sanno a cosa andranno incontro nel futuro, perché nessuno parla con loro. E dato che non vogliono nemmeno essere complici di un servizio scadente, hanno deciso di scioperare". I lavoratori in sciopero si riuniranno il 21 febbraio davanti la sede romana della Onlus nel quartiere di Statuario. Durante il presidio, chiederanno un incontro al presidente di Capodarco per chiedere cosa ne sarà del loro futuro. E a cosa andranno incontro. Tra le richieste avanzate, c'è anche quella della stabilizzazione dei precari (molti dei quali a partita Iva), la certezza occupazionale e quella contrattuale.