Immagine di repertorio
in foto: Immagine di repertorio

Sentivano sempre più spesso odori nauseabondi in zona, senza contare che quei miasmi erano davvero pericolosi per la salute. Così gli abitanti di Case Rosse, quartiere alla periferia Est di Roma, hanno iniziato a lamentarsi e a segnalare alle forze dell'ordine la presenza di continui roghi tossici nella loro zona. E così le forze dell'ordine hanno deciso d'indagare per capire bene cosa stesse accadendo. Dopo mesi di indagini, appostamenti e installazioni di telecamere di videosorveglianza, è stato svelato il colpevole dei roghi tossici: si tratta di un 53enne italiano che aveva messo su una vera e propria rete illegale di smaltimento e combustione di rifiuti speciali pericolosi e non. L'uomo coordinava l'arrivo dei camion che trasportavano ogni tipo di rifiuto, gettato poi in un terreno di proprietà del Comune di Roma in zona Case Rosse. E così plastica, legno e rottami ferrosi venivano bruciati senza nessuna sicurezza e intossicando gli abitanti della zona.

Appiccava roghi tossici a Case Rosse in terreno di Roma Capitale

Era da dicembre che gli agenti del IV Gruppo Tiburtino della Polizia Locale di Roma Capitale stavano indagando sui roghi tossici nella zona di Case Rosse. Telecamere nascoste, pedinamenti, monitoraggio continuo hanno permesso di capire i movimenti del 53enne e comprendere la complessa rete che aveva messo su per supportare l'attività illecita. L'uomo coordinava lo scarico dei materiali in base a una cadenza programmata con cui i mezzi entravano e uscivano dall'area di proprietà di Roma Capitale – di circa 700 metri quadri di grandezza. Tutto quello che non riusciva a recuperare lo incendiava, distruggendolo e liberando nell'aria i terribili miasmi che hanno tanto allarmato i residenti. Recando, ovviamente, un grave danno alla loro salute. L'uomo che gestiva il tutto è stato denunciato: adesso gli agenti vogliono scoprire se ci sono altre persone coinvolte nel gruppo criminale e se abbiano compiuto altri reati.