Non ci speravano quasi più dopo quasi 60 giorni di prigionia e invece questa mattina l'ascensore è tornato a funzionare. Finalmente gli inquilini della palazzina a via dell'Archeologia 64 a Tor Bella Monaca possono tornare alla normalità, riprendendo tutte quelle attività quotidiane rese complesse e spesso impossibili dal guasto dell'ascensore. In questo palazzone popolare di sette piani vivono ben dodici persone disabili; alcune di loro non hanno più messo piede fuori casa dai primi di dicembre. Come la signora Palmira, 86 anni, che avevamo incontrato a gennaio nella sua casa, ormai diventata una prigione. La signora soffre di gravi problemi motori e con il suo deambulatore poteva soltanto affacciarsi al terrazzo. Doveva affidarsi ai vicini e ai figli per tutto, buttare l'immondizia, fare la spesa, ritirare la posta. Una situazione condivisa da altri inquilini del palazzo, ormai esasperati.

L'attesa infinita

L'assessorato alle infrastrutture del Comune di Roma, dopo il polverone mediatico che si era alzato su questa vicenda, aveva assicurato agli inquilini che l'ascensore sarebbe stato riparato entro gennaio 2020. Una promessa che aveva fatto sperare i residenti, rimasti delusi poi nel vedersi ancora prigionieri in casa il 1 febbraio 2020. Questa mattina finalmente la ditta Marrocco, appaltatrice della manutenzione, ha riconsegnato il tanto atteso ascensore dopo tre/quattro giorni di lavori. Eppure resta una nota stonata in questa vicenda, oltre al fatto che si esulti per un servizio fondamentale erogato dopo quasi due mesi di attesa. "Purtroppo non è stata chiusa la porta situata in cima all'ascensore – ha sottolineato Nella Converti, membro dell'assemblea nazionale PD – sappiamo tutti che troppo spesso gli ascensori diventano nascondigli per droga e addirittura armi, aumentando esponenzialmente il rischio di guasti oltre che generando un notevole problema di sicurezza nel palazzo. Per questo chiediamo che quella porta venga chiusa con un lucchetto".