Il 13 dicembre, alle 8 del mattino, quattro individui armati hanno fatto irruzione alla Banca Carige di Corso Vittorio Emanuele II, nei pressi del Senato. Una zona di Roma che ospita diverse sedi istituzionali, e pattugliata notte e giorno da militari dell'esercito e forze dell'ordine. Un dettaglio questo che non ha spaventato i quattro rapinatori, che hanno agito indisturbati per circa due ore e poi sono fuggiti col malloppo, dileguandosi nei vicoli della capitale. I banditi hanno fatto irruzione alle 8 del mattino, quando la banca stava aprendo le porte: tutti vestiti di nero, uno armato di pistola, sono passati dall'entrata principale come se niente fosse: ed è stato allora che hanno preso in ostaggio i dipendenti della filiale, terrorizzati da quanto stava avvenendo e timorosi per la propria incolumità fisica.

I quattro rapinatori hanno impedito ai dipendenti della banca di usare il cellulare e chiamare i soccorsi. Poi hanno atteso l'arrivo della lavoratrice che aveva con sé le chiavi del caveau, vero obiettivo della giornata. Quando la donna ha varcato la soglia, è stata chiusa nella banca e costretta a dare le chiavi per aprire la porta della cassaforte: all'interno non c'erano lingotti d'oro o milioni in contanti, ma circa 15mila euro. Un bottino forse non molto consistente per la fatica messa nella rapina, ma che è stato comunque portato via in quattro borsoni neri. Poi i ladri sono fuggiti, facendo perdere le loro tracce nelle vie del centro di Roma. Il tutto in pieno giorno, con i negozi aperti, le forze dell'ordine a presidiare il territorio e i turisti a passeggio per la città eterna. Durante la rapina nessuno si è fatto male: nessun dipendente è stato toccato o ha chiesto l'intervento del 118. La polizia è stata chiamata alla fine del colpo. Indagini sono in corso per risalire all'identità dei quattro rapinatori.