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Covid 19
26 Aprile 2020
18:24

Roma, ragazze minacciate per aver portato cibo a senzatetto: “Nostro citofono imbrattato di sangue”

Un gruppo di ragazze di Roma è stato minacciato da ignoti per aver organizzato una colletta di generi alimentari nel proprio quartiere. Il cibo era destinato alle persone che non hanno fissa dimora e non riescono a fare la spesa: sarebbe dovuto essere consegnato il giorno di Pasqua. Ma qualcuno ha deciso di intimidire le giovani.
A cura di Natascia Grbic
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"Abbiamo deciso di dare una mano durante l'emergenza coronavirus provando a organizzare una colletta di generi alimentari per poi distribuirli a tutti i senza fissa dimora,con l'aiuto della comunità di Sant'Egidio. Ce li hanno staccati e ci hanno minacciate, imbrattando col sangue il nostro citofono". A parlare a Fanpage.it è Lucia (nome di fantasia, N.d.R.), una ragazza che abita nel quartiere Esquilino e che insieme ai suoi coinquilini ha deciso di mettere su una piccola rete per aiutare chi una casa non ce l'ha e non è in grado di poter fare la spesa per mangiare. Un'iniziativa come quelle che si stanno organizzando non solo a Roma, ma anche nel resto d'Italia, e che si sono moltiplicate sin dai primi giorni in cui è scoppiata la pandemia. Nel loro caso però, le cose non sono andate come speravano.

"Abbiamo iniziato a distribuire i volantini una settimana prima di Pasqua, spiegando in cosa consistesse il nostro progetto – continua Lucia – Li abbiamo attaccati nel nostro condominio e in quello a fianco. In quest'ultimo sono stati tutti tolti". Lucia e i suoi amici hanno quindi ristampato i volantini e li hanno riattaccati. Poco dopo, sono nuovamente spariti. "La seconda volta abbiamo specificato che è perfettamente lecito essere persone passive, ma che non lo è boicottare le iniziative altrui. E per la terza volta ce li hanno staccati. Abbiamo risposto che il fascismo non è solo un'idea ma anche un comportamento, e in tutta risposta hanno levato il mio nome dal citofono".

Un atto intimidatorio in seguito al quale le ragazze hanno rimesso il nome sul citofono senza più attaccare volantini. Pensavano fosse finita. E invece qualcuno nella notte lo ha imbrattato di sangue. "Solo il nostro era sporco, quello degli altri condomini no", spiega Lucia. Per far sì che il sangue rimanesse, è stato appiccicato anche dello scotch. Segno che erano proprio loro le destinatarie di questo gesto. "Siamo andate da polizia e carabinieri per spiegare quanto accaduto, ma non ci hanno fatto sporgere denuncia. Ci hanno detto che sicuramente era solo un gioco, siamo state trattate con molta sufficienza. Siamo rimaste basite, e se ci succede qualcosa quando torniamo la sera da sole?".

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