Per tre mesi e per una quantità massima di 39mila tonnellate parte dei rifiuti della Capitale andranno in Abruzzo. Il presidente della regione Luciano D'Alfonso ha dato l'ok alla richiesta del Campidoglio per il trasporto dell'immondizia romana negli impianti di Chieti, Sulmona e Aielli (L'Aquila).

"Abbiamo corrisposto con atteggiamento di solidarietà istituzionale ad una richiesta di solidarietà istituzionale, una richiesta che è stata anche ribadita dalla famosa lettera della sindaca Raggi, una richiesta che in precedenza era stata fatta da Ama in una interlocuzione con le aziende dedicate di Regione Abruzzo. Ed è una richiesta, questa, aggiuntiva rispetto all'accordo di programma già in esercizio tra Regione Abruzzo e Regione Lazio", spiega D'Alfonso. Negli ultimi tre anni, infatti, come ha spiegato l'assessore della Regione Lazio Mauro Buschini la Capitale ha portato in Abruzzo circa 100mila tonnellate di rifiuti.

Come funziona il ciclo dei rifiuti indifferenziati

I rifiuti indifferenziati, quelli che verranno spediti in Abruzzo, devono essere pretrattati prima di essere smaltiti. L'indifferenziato deve passare per gli impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) (ce ne sono quattro a Roma), ma ancora nel 2015, si legge nella relazione dell'Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi di Roma Capitale, il 21% dei rifiuti indifferenziati romani è stato solo tritovagliato prima di essere spedito fuori regione. I flussi in uscita del TMB sono combustibile solido secondario (css, da destinare a termovalorizzatori o cementifici), frazione organica stabilizzata (fos, utilizzabile per copertura discariche o in via sperimentale in edilizia), scarti da smaltire in discarica e metalli a recupero. Un terzo dell'indifferenziato romano viene pretrattato nei TMB Ama. Parte del css viene termovalorizzato in regione, mentre gli scarti da smaltire sono spediti fuori regione, in mancanza di una discarica di servizio.