Un centinaio di persone si sono riunite oggi sotto l'assessorato alle Politiche educative a Roma. Cento ombrelli rossi, simbolo della loro protesta, sono stati portati in viale Manzoni. Sulla porta, è stato affisso uno striscione: "Dopo il virus ancora qua, internalizzazione e ci dovete pagà". Sono gli assistenti educativi di sostegno degli alunni con disabilità, dipendenti di cooperative che da anni aspettano di essere assunti dalle scuole. Dopo le numerose proteste portate avanti lo scorso anno, si era avviato un tavolo con il Comune di Roma per l'internalizzazione. Adesso è arenato, e i lavoratori si trovano nel limbo più totale. Da tre mesi sono senza stipendio, nessuno di loro ha ricevuto la cassa integrazione.

"Ci hanno presi in giro per mesi, dal Comune di Roma non hanno fatto nulla – spiega a Fanpage.it Germano Monti del Comitato romano AEC – Quando la didattica si è interrotta, dall'assessorato ci hanno proposto di andare nelle case degli alunni disabili, in piena pandemia, a fare lezione. 3mila persone sarebbero dovute andare in 10mila case diverse, una follia". Dopo il primo decreto del governo Conte hanno chiesto all'assessorato di trovare una soluzione condivisa alla loro situazione. "Ci hanno risposto di fare la didattica a distanza – continua Monti – Ma come abbiamo potuto vedere, anche grazie al report della Comunità di Sant'Egidio, il 61% dei bambini di Roma non ha avuto accesso alla didattica a distanza. In queste condizioni sono stati penalizzati tutti i bambini, ma quelli disabili in particolare".

I lavoratori AEC hanno chiesto la cassa integrazione, ma finora non è stata erogata a nessuno. "La nostra situazione è drammatica, sono tre mesi che non riceviamo lo stipendio. Abbiamo chiesto di garantire le retribuzioni con i fondi stanziati per i servizi AEC, autorizzati sia dal Decreto Cura Italia sia da una delibera della Regione Lazio. Se ne sono infischiati, hanno solo dato mandato ai municipi di procedere con la didattica a distanza. Che, come abbiamo visto, non è andata bene. La settimana prossima saremo ancora qui, vogliamo essere internalizzati. Basta prese in giro".