Parte dall'Università La Sapienza l'autunno degli studenti contro i cambiamenti climatici. Un assaggio della protesta e degli scioperi in programma si è avuto poco fa di fronte alla statua della Minerva, dove gli studenti hanno denunciato la sponsorizzazione di un convegno da parte di Eni. La multinazionale dell'energia italiana è accusata di mettere in atto, con spot e finanziamenti, una campagna di "green washing" quando è tra le prime cento aziende al mondo responsabili del maggior inquinamento. Gli studenti chiedono all'ateneo di essere coerente: "Se da un lato la nostra università sponsorizza la distribuzione delle borracce e dei corsi “ambientalisti” per 6 cfu, dall’altro, proprio in questi giorni (10-13 settembre), ospita un congresso su una precisa branca della geologia, la sedimentology. Oltre all’attenzione per lo studio dei terreni e dei loro sedimenti vi è quella per la ricerca e l’estrazione dei combustibili fossili, non a caso la tre giorni è sponsorizzata da Eni".

Cartelli, striscioni e un mondo di carta pesta dato simbolicamente alle fiamme, ricordando gli incendi di origine dolosa che stanno ancora devastando l'Amazzonia, e quelli che hanno ridotto in cenere centinaia di chilometri quadrati di foreste della Siberia questa estate.Il blitz ha anticipato il primo appuntamento di discussione e organizzazione da parte degli studenti del terzo sciopero globale per il clima che si terrà il prossimo 27 settembre.