Migliaia di persone, donne in testa, hanno sfilato per le vie di Roma alla vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il corteo è stato organizzato dal coordinamento di "Non una di meno". La manifestazione, giunta alla terza edizione, ha visto tra i partecipanti anche l'ex Presidente della Camera Laura Boldrini. Centosei palloncini colorati hanno ricordato le donne uccise nel 2018: tra loro Desirée Mariottini, ricordata assieme a Sara Di Pietrantonio, bruciata nella sua auto dal fidanzato. Nel corso del corteo, partito da Piazza della Repubblica e diretto a Piazza San Giovanni, sono stati numerosi gli slogan contro il governo, definito omofobo, e contro il Decreto di legge Pillon sull'affido condiviso in discussione al Parlamento. Come sempre c'è stata una guerra di numeri: le manifestanti hanno sostenuto di essere in 150mila, mentre secondo le forze dell'ordine la presenza è stata inferiore.

Il corteo di Non una di meno a Roma (LaPresse)
in foto: Il corteo di Non una di meno a Roma (LaPresse)

Momenti di tensione nella stazione metro di San Giovanni

Qualche momento di tensione, invece, si è registrato nella stazione della metropolitana di San Giovanni: come riportato dalla consigliera comunale di Napoli Eleonora De Majo, circa trecento manifestanti sono rimasti bloccati, tra cui la stessa consigliera, all'interno della stazione stessa. "Siamo in trecento sequestrate/i dai reparti celeri" ha scritto la consigliera del gruppo Democrazia e Autonomia (DemA) sul proprio profilo Facebook, "dopo un corteo autorizzato, sotto la metro San Giovanni. Vergogna". Una situazione subito dopo confermata anche dal laboratorio occupato Insurgencia ha confermato la notizia, pubblicando un comunicato sulla propria pagina Facebook: "Insieme a centinaia di manifestanti siamo stati sequestrati dalla polizia in tenuta antisommossa in una prova di forza autoritaria priva di senso e solo da poco ci hanno lasciato passare. Ecco a voi un tranquillo pomeriggio di regime!".