Al centro: Giorgio Almirante
in foto: Al centro: Giorgio Almirante

Nel pomeriggio di oggi il Consiglio comunale di Roma ha approvato una mozione per intitolare una via della città a Giorgio Almirante, il fondatore del Movimento sociale italiano che non prese mai le distanze dal fascismo. La proposta, presentata da Fratelli d'Italia, è passata grazie ai voti favorevoli di Fdi, della lista "Con Giorgia" e di molti consiglieri del Movimento 5 stelle. I voti a favore sono stati 23: due gli astenuti, i Cinque stelle Valentina Vivarelli e Pietro Calabrese e uno solo il voto contrario, della consigliera pentastellata Maria Agnese Catini. Al momento del voto gli altri gruppi non erano presenti: i consiglieri del Pd (il cui voto contrario sarebbe stato comunque ininfluente) erano usciti in protesta per l'assenza della sindaca Virginia Raggi. La prima cittadina ha appreso del passaggio della mozione mentre era ospite di Bruno Vespa a "Porta a porta". La sindaca si è prima detta sorpresa, poi però quando Vespa le ha chiesto se condividesse o meno l'esito del voto ha detto: "Se l'aula ha votato favorevolmente credo assolutamente di sì. Se è passato vuol dire che i consiglieri si sono determinati e vogliono comunque intitolare la strada a questo personaggio. Il sindaco prende atto della volontà dell'aula, che è sovrana come il Parlamento".

L'approvazione della mozione ha scatenato molte reazioni di segno opposto. Se Fratelli d'Italia, per voce della sua leader Giorgia Meloni, parla di "un risultato storico", dalle opposizioni di centrosinistra e sinistra e dalla comunità ebraica arrivano durissime critiche alla decisione del Campidoglio. La Meloni su Twitter ha scritto: "Roma avrà via Giorgio Almirante: grazie ad una mozione di FdI approvata oggi in Campidoglio, la Capitale renderà finalmente omaggio ad uno degli uomini più importanti nella storia della destra e della politica italiana. Un risultato storico di cui siamo fieri e orgogliosi". Le hanno fatto eco diversi esponenti del suo partito, tra cui i capigruppo di Fdi alla Camera e al Senato Fabio Rampelli e Stefano Bertacco. Esulta anche l'ex sindaco della Capitale Gianni Alemanno: durante il suo mandato non era riuscito a far passare la mozione.

Di segno opposto e molto dure le critiche alla mozione: "La decisione del Consiglio Comunale di votare una mozione per intitolare una via ad Almirante è una vergogna per la storia di questa città. Chi ha ricoperto il ruolo di segretario di redazione del Manifesto per la Difesa della Razza, senza mai pentirsene, non merita una via come riconoscimento", ha affermato la Comunità ebraica. Duro anche il Partito democratico di Roma: "È scandaloso che, tra inchieste per corruzione, disastri e figuracce mondiali, l'unica iniziativa che l'Amministrazione Raggi sia riuscita a realizzare in due anni a Roma sia stata quella di intitolare una via a Giorgio Almirante che in tutta la sua vita non prese mai le distanze dalla difesa della razza – ha scritto il Pd capitolino in una nota – Aver superato a destra addirittura l'ex sindaco Alemanno dimostra di che pasta è fatto il M5S: un partito di estrema destra senza rispetto per la storia e per una città martire della Resistenza".

Chi è Giorgio Almirante: dal fascismo al Movimento sociale italiano

Giorgio Almirante, morto nel 1988 a Roma all'età di 73 anni, è stato uno dei più importanti personaggi della destra italiana nel Secondo Dopoguerra, ininterrottamente in Parlamento dal 1948 fino alla sua morte. Negli anni del fascismo Almirante aderì con convinzione al partito di Benito Mussolini, condividendone tutti gli ideali e aderendo anche al Manifesto della razza del 1938, che segnò l'inizio delle politiche razziali del Fascismo che condussero migliaia di ebrei italiani nei campi di concentramento. Tra il 1938 e il 1942 Almirante collaborò inoltre, come segretario di redazione, alla rivista "La difesa della razza". Dopo la destituzione e la successiva liberazione di Mussolini, a cui fece seguito la nascita della Repubblica sociale italiana, Almirante vi aderì, divenendo capo di gabinetto del ministero della Cultura popolare. Dopo un periodo di clandestinità alla fine della Seconda guerra mondiale, nel Dopoguerra di dedicò all'attività politica, senza mai rinnegare il fascismo. Nel dicembre 1946 partecipò alla fondazione del Movimento sociale italiano, partito del quale divenne segretario dal 1947 al 1950 e successivamente dal 1969 al 1987.