Dovevano essere dei normali lavori di manutenzione sulle conduttore del gas, e invece i lavoratori dell'Italgas si sono trovati all'interno di una scena degna di una puntata di Csi. Dal terreno sono spuntati dei resti umani: alla vista del primo osso forse non hanno pensato immediatamente alle spoglie di un cadavere, ma dopo si sono dovuti ricredere. Frammenti di cranio, femori: mano a mano sono iniziate a spuntare fuori le spoglie di quelle che un tempo erano due persone viventi. Alla vista dei due scheletri, gli operai hanno deciso di chiamare i carabinieri, che a loro volta hanno fatto intervenire i funzionari e gli archeologi della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma. Il ritrovamento è stato fatto in via degli Appennini, nel quartiere Trieste, nei pressi di via Nomentana e Villa Torlonia. E a quale punto, i lavori di manutenzione sulle condutture del gas si sono interrotti e sono diventati uno scalo archeologico.

Scheletri in un cantiere: soldati garibaldini o antichi romani?

I resti umani trovati nel cantiere dell'Italgas a Roma, in via Appennini, non sono recenti. Nessun caso di omicidio irrisolto quindi, niente che risalga a un tempo recente. Anzi, i due scheletri sono abbastanza datati. Secondo le prime informazioni ricavate dagli archeologici, si tratterebbe di due uomini. Per adesso due sono le ipotesi più accreditate: le ossa potrebbero appartenere o a due soldati garibaldini di stanza a Villa Garibaldi impegnati sul fronte di Porta Pia nel 1870, o addirittura a due antichi romani. In quest'ultimo caso, i resti si sarebbero conservati benissimo, in quanto risalirebbero addirittura al III-IV secolo d.C. Ed è quest'ultima la pista più forte secondo gli archeologi. Che a Roma saltino fuori reperti storici di continuo, non è una novità: ma che spuntino dal suolo due scheletri che potrebbero appartenere addirittura a due abitanti dell'epoca antica sicuramente è un fatto estremamente rilevante. Nei prossimi giorni, le ricerche degli addetti ai lavori ci diranno di più.