Foto di repertorio
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Sfruttavano un domestico e lo facevano mordere dai cani. Responsabili una coppia di imprenditori romani che rischiano una condanna per aver ridotto in schiavitù per oltre sei anni un uomo, che prestava servizio all'interno della loro abitazione. I fatti sono accaduti in una villa sull'Appia, a Roma. Come riporta IlMessaggero, i due, nella giornata di ieri, martedì 12 febbraio, sono stati rinviati a giudizio dal giudice Andrea Fanelli con l'accusa di violenze domestiche e lesioni. Il domestico, un 40enne di nazionalità bengalese, ha subito angherie e vessazioni, con due ricoveri e nel 2016 che lo hanno spinto a denunciare i suoi ‘padroni' per maltrattamenti e lesioni personali. Il pm Antonio Calaresu, titolare del fascicolo, valutate le circostanze, ha ricondotto il caso nei maltrattamenti e lesioni personali. Il 40enne vuole chiedere 50mila euro al suo padrone, tra straordinari, permessi e ferie non godute.

Domestico ridotto in schiavitù

Il 40enne, assistito dall'avvocato Elisabette Sorze, ha raccontato agli investigatori le angherie alle quali veniva quotidianamente sottoposto. Il domestico aveva un contratto che prevedeva 4 al dì, ma era obbligato a lavorare tutto il giorno, senza riposo, tutti giorni del'anno. Duro lavoro e umiliazioni che, secondo quanto spiegato dall'uomo, ha sopportato per sei anni, per garantire una stabilità a lui e a sua moglie. Il padrone di casa lo sottoponeva ad angherie e vessazioni, prendendolo a schiaffi, a bastonate e facendolo mordere dai cani con qualsiasi pretesto. Tra i vari episodi ha parlato di come il padrone si infuriava se una pianta del suo giardino si ammalava, se non si alzava prestissimo la mattina, se chiedeva che venisse rispettato il giorno di riposo. Inoltre si doveva occupare del mantenimento della sua coltivazione di marijuana.