Il Commissariato Vescovio
in foto: Il Commissariato Vescovio

Ha fatto arrestare il figlio di ventitré anni, esasperata da non riuscire a non farlo uscire dalla tossicodipendenza. Così lo scorso sabato mattina, dopo essere entrata in camera del ragazzo notando appoggiato sopra il comodino diversi involucri contenente stupefacente, ha deciso di chiamare le forze dell'ordine e denunciarlo. In casa sono intervenuti gli agenti del Commissariato Vescovio, che sono intervenuti nell'abitazione dopo la segnalazione telefonica. La perquisizione dell'abitazione ha portato al sequestro di circa mezzo chilo di marijuana e di diversi grammi di cocaina che nascondeva negli slip. Ora il ragazzo dovrà rispondere dell'accuso di possesso al fine di spaccio di sostanze stupefacenti: condotto nelle celle di sicurezza della Questura, ha poi affrontato il rito per direttissima.

Agli agenti la donna ha raccontato la sua disperazione e l'impotenza nell'affrontare le scelte del figlio, ormai un giovane adulto e non più un ragazzino, che pure vivendo a casa con lei non si faceva problemi a consumare e trafficare in stupefacenti nell'abitazione. Inutili le liti, le urla e le discussioni, tanto che alla fine la madre si è convinta che fosse meglio dare una "lezione" al 23enne, consegnando il problema alle forze dell'ordine. Difficile però pensare che se il ragazzo ha davvero un problema connesso al consumo di stupefacenti, una condanna o la detenzione possa aiutarlo a superarli. Ma forse il suo obiettivo era solo spaventare il figlio, nella speranza che la lezione gli serva a comprendere i rischi che corre continuando a condurre questo stile di vita.