Si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del giudice Valerio, diciannove anni, accusato di omicidio volontario e lesioni per aver ucciso e decapitato P. F., la madre quarantaseienne al culmine di una lite scaturita nella notte tra sabato e domenica scorsi in un appartamento nel quartiere Laurentino, dove la donna viveva insieme al figlio e alla figlia quindicenne, separata da poco con il marito. Dopo aver ucciso la madre, il ragazzo ha ferito la sorella, intervenuta per fermarlo. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l'arresto durante l'interrogatorio di garanzia e ha disposto la reclusione in carcere, come richiesto nei suoi confronti dal pubblico ministero.

Diciannovenne uccide e decapita la madre

I fatti risagono a tre giorni fa, quando nell'appartamento al quartiere Laurentino tra madre e figlio è nata una lite. Urla, insulti, poi grida disperate e di dolore, è quanto hanno raccontato di aver udito i vicini di casa, prima di aprire la porta alla figlia quindicenne della vittima, che era corsa a bussargli per chiedere aiuto e poter chiamare da lì le forze dell'ordine. Quando i carabineiri della Compagnia Eur sono arrivati, a farli entrare è stato Valerio, dentro, c'era la madre riversa a terra in una pozza di sangue, dopo che il ragazzo l'aveva colpita con diversi fendenti al corpo con una lama da cucina, per poi tagliarle la testa. Secondo le informazioni apprese, il diciannovenne stava dando segnali di sofferenza psicologica e aveva anche cominciato a vedere uno specialista. Il ragazzo avrebbe avuto un crollo dopo la separazione dei genitori.