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Si fanno più chiari i contorni del brutale omicidio avvenuto nella tarda serata dello scorso sabato 21 marzo. Non è ancora mezzanotte quando dall'abitazione dove Pamela Ferracci, 46 anni, vive con i due figli in una palazzina popolare di via James Joyce al Laurentino, periferia sud della Capitale, i vicini sentono arrivare il frastuono di un violento litigio. Urla, insulti, poi grida disperate e di dolore: Valerio Maggi, 19 anni, ha ucciso la madre a coltellate arrivando a decapitarla colpendola numerose volte al corpo con un coltello da cucina.

La sorella di 15 anni prima prova a fermarlo. Stava dormendo quando ha sentito le urla provenire dal salone, si alza e corre a vedere cosa accade: tenta di mettersi in mezzo, ma il fratello aggredisce anche a lei e quel punto scappa, esce di casa e si rifugia  dai vicini raccontando quanto sta accadendo. Immediatamente scatta l'allarme e i vicini chiamano il 112. All'arrivo dei carabinieri della Stazione Eur è già tutto finito: Valerio va aprire la porta in stato quasi catatonico, non fa resistenza all'arresto quando i militari scoprono il corpo di Pamela in una pozza di sangue.

Nelle ore successive la dinamica di quanto accaduto si fa più chiara. Il ragazzo da qualche tempo stava dando segnali di sofferenza psicologica e aveva anche cominciato a vedere uno specialista, avendo anche scontri sempre più frequenti con la madre che avrebbe accusato per la scelta di separarsi dal padre. La separazione dei genitori avrebbe innescato il crollo del ragazzo che ora si trova recluso nel carcere di Regina Coeli in attesa di essere sottoposto all'interrogatorio di garanzia.