“Tre stanze non sono sufficienti per portare avanti il nostro lavoro. Ci avevano assicurato che il consultorio di via Silveri avrebbe riaperto, ma in questo modo non è possibile garantire un servizio adeguato. Chiediamo che ci vengano dati almeno altri due locali e che entro quindici giorni sia convocato un tavolo operativo per discutere del futuro del consultorio di via Silveri 8”. Così il Coordinamento dei Consultori di Roma e del Lazio, il Laboratorio di Quartiere San Pietro Cavalleggeri, e le attiviste di Non Una di Meno. Che hanno definito senza mezzi termini ‘un bluff’ la riapertura dello storico presidio in zona San Pietro, chiuso ad agosto dalla Asl Roma 1 e poi riaperto dopo le proteste di operatrici e utenti. Degli otto locali un tempo adibiti ai servizi, solo tre sono attualmente operativi. Gli altri sono stati destinati al Tsmree, ossia alla Tutela Salute Mentale e Riabilitazione dell’Età Evolutiva. E gli ingressi sono in comune. Un elemento che non è un dettaglio di poco conto: ai consultori, infatti, si rivolgono anche donne e adolescenti che spesso non vogliono – per questioni legate a una propria sicurezza personale o a fragilità psicologiche – entrare in contatto con altre persone. La privacy e la discrezione sono sempre stati uno dei punti cardine dei consultori, dove le donne devono sentirsi protette e al sicuro.

La chiusura del consultorio di via Silveri 8

Il consultorio di via Silveri 8, in zona San Pietro, era stato chiuso ad agosto dalla Asl Roma 1 e trasferito a settembre nei locali di via Tornabuoni a Montespaccato. Punto di riferimento per donne e adolescenti da quarant’anni, la sua dismissione aveva suscitato proteste e indignazioni. L’apertura di un tavolo con la Regione Lazio ha fatto sì che si decidesse per la riapertura dello storico consultorio. Ma quella che doveva essere una giornata di festa, si è tramutata in insoddisfazione per gli scarsi spazi dedicati al servizio.

Marta Bonafoni: "Vigileremo su andamento servizio"

“Vogliamo tranquillizzare le donne del Coordinamento dei consultori di Roma e del Lazio sul fatto che la Regione insieme alla Asl monitorerà la ripartenza e l’andamento del servizio – ha dichiarato in una nota la consigliera regionale Marta Bonafoni – In queste settimane ci siamo presi un impegno che intendiamo mantenere: rispondere alla giusta volontà del territorio di salvaguardare sia il servizio consultoriale che il TSRMEE, allargando così la risposta ai bisogni di tutela della salute della donna e del bambino. Monitoreremo quindi che tutto parta al meglio, e prosegua nel rispetto della qualità del servizio. Sappiamo che la strada del rilancio dei consultori pubblici, dopo anni di disinvestimenti ereditati da questa maggioranza nel 2013, non è una strada semplice né può prevedere scorciatoie. Questa è la serietà che possiamo garantire alle cittadine e alla comunità di tutti i territori del Lazio, a partire da quello della Asl Roma 1”.

Tra 15 giorni un tavolo per il futuro del consultorio

Al termine dell'incontro di questa mattina, il direttore generale della Asl Roma 1, Angelo Tanese, ha accettato di partecipare a un tavolo congiunto tra Asl Roma 1, Regione Lazio, rappresentanti istituzionali di Comune e Municipio, Coordinamento delle assemblee delle donne dei consultori di Roma e del Lazio e Laboratorio di quartiere San Pietro-Cavallegeri per valutare la possibilità di ampliare gli spazi del consultorio di via Silveri 8 e garantire un accesso separato rispetto ai locali del TSmree.