Nella tarda serata di martedì 4 giugno tre cassonetti in via Lago Tana hanno preso fuoco, spaventando i residenti e rendendo l'aria irrespirabile a causa non solo del fumo, ma anche del cattivo odore causato dal bruciare dei rifiuti. Ad accorgersi e a dare l'allarme, gli abitanti del Quartiere Africano, preoccupati che le lingue di fuoco potessero spandersi nella palazzina antistante i cassonetti e alle vetture parcheggiate lungo la strada. Non si conoscono ancora le cause del rogo: forse i rifiuti hanno preso fuoco per cause accidentali o forse qualcuno ha voluto appiccare le fiamme appositamente. Quello che è certo che è il II municipio, e anche tutta Roma, si trovano in una situazione di emergenza, che con l'arrivo del caldo potrebbe aggravarsi ancora di più.

Roma, cassonetti in fiamme a via Lago Tana: le proteste dei residenti

Esasperati i residenti della zona, che denunciano come da diversi giorni l'Ama non passi a raccogliere l'immondizia nei cassonetti. Ieri sera, quando hanno sentito lo scoppio e visto le fiamme spandersi tra i rifiuti, sono scesi in strada ad aspettare che arrivassero i vigili del fuoco. E sono in molti a credere che le fiamme non siano nate per caso o a causa di un incidente. Se questa versione dovesse essere confermata, si tratterebbe di un atto doloso molto pericoloso: non solo perché i miasmi che si sono diffusi nell'aria contengono sostanze nocive per la salute, ma anche perché il rogo avrebbe potuto diffondersi nella strada e nella palazzina di fronte. E, in questo caso, qualcuno sarebbe potuto rimanere ferito dalle fiamme. Solo ieri mattina i residenti si erano lamentati dell'immondizia che straripava dai cassonetti di via Lago Tana: la sera, è scoppiato l'incendio. Forse un caso, forse no. Fatto sta che i residenti continuavano a lamentarsi degli odori nauseabondi e dei ratti che la sera banchettavano con i resti di cibo.