L’arredamento delle ville abusive sequestrate al clan Casamonica
in foto: L’arredamento delle ville abusive sequestrate al clan Casamonica

Voleva costringere un consulente immobiliare a comprare un villino contro il suo volere: ed è per questo che, secondo quanto riportato da la Repubblica, finirà a processo Rocco Casamonica, insieme a un'altra coimputata, Michaele Lombarda, sua complice nel tentativo di estorsione. La vittima, ingegnere in pensione oggi titolare di uno studio di consulenza immobiliare, aveva presentato una denuncia per stalking e molestie: ma il pubblico ministero Rita Ceraso ha deciso di rinviare a giudizio Casamonica con l'accusa di tentata estorsione. Tutto è cominciato nel 2016, quando Rocco Casamonica si è presentato nello studio dell'uomo insieme a una donna, Michaela Lombarda, che ha detto di essere una sua compagna e proprietaria dell'immobile. L'uomo voleva vendere all'ingegnere un villino a tre piani (in parte abusivo) costruito a Santa Marinella, di cui Lombarda affermava di essere proprietaria. Dichiarazione quella della donna, assolutamente non vera. E c'era anche un altro problema: l'ingegnere non era affatto interessato all'acquisto. Non gli è bastato però rifiutare "l'affare": perché Casamonica non aveva nessuna intenzione di rinunciare alla vendita. Ed è allora che sono partite le minacce, gli insulti, le chiamate e i messaggi minatori. Così pericolosi che l'uomo ha deciso di sporgere denuncia.

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Rocco Casamonica, i messaggi minatori via WhatsApp

I messaggi inviati da Rocco Casamonica al consulente immobiliare per costringerlo a comprare il villino non erano proprio concilianti. Anzi. "Non ti far vedere per strada… Ho già avvertito qualche amico". "Ti vengo a spaccare l'ufficio". "Lo so che hai i soldi. Mi sono informato. A uno come me non mi si prende per il c… Sono uno della strada". "Poi famo i conti ebreo. M'hai dato un'altra volta buca". Casamonica ha iniziato a minacciare l'uomo dicendo che aveva già avviato le trattative per l'acquisto di un altra dimora. Avendo bisogno di soldi, secondo lui l'ingegnere in pensione avrebbe dovuto per forza comprare la villetta. "Se non compri la villetta, con che pago l'altro appartamento?". "Senti ho dato un anticipo consistente per un immobile sulla Cassia dopo aver parlato più volte con te per l'affare di Santa Marinella. Se perdo, tu perdi con me". Tutti questi messaggi sono finiti agli atti: e, dato il contenuto esplicito e vessatorio, il pm ha ritenuto di chiedere immediatamente il rinvio a giudizio.