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Continuano gli arresti dei carabinieri nell'ambito delle indagini che hanno portato alla decapitazione della cosiddetta "Cosa Nostra Tiburtina": questa mattina all'alba sono finite in manette nove persone, tutte indagate in relazione alle attività di spaccio di cocaina nelle aree di Tivoli e Guidonia Montecelio. Secondo i militari della compagnia di Tivoli, coadiuvati nell'operazione dal Nucleo Elicotteri Carabinieri, dalle unità cinofile e da militari dell’8 Reggimento "Lazio" nell’area est della Capitale, le persone fermate stavano tentando di riorganizzare quello che era un vero e proprio impero della droga smantellato in parte dagli arresti avvenuti lo scorso marzo di ben 39 persone e dalla morte lo scorso agosto del capo e promotore Giacomo Cascalisci, deceduto nel carcere di Torino "Le Molinette", considerato il boss della droga del Tiburtino.

Droga e mafia alle porte di Roma

La nuova operazione ha consentito di consolidare un quadro, emerso nell'indagine che ha portato ai 39 arresti, nel corso della quale erano state fermate 25 persone in flagranza di reato e erano stati sequestrati circa sei chili di sostanze stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana) e una pistola. Sei i provvedimenti di perquisizione tuttora in corso. L’operazione di questa mattina, fanno sapere i carabinieri, dà vita a un'attività investigativa che nel giro di diversi mesi è riuscita a delineare l'esistenza di un'organizzazione dai connotati mafiosi, dedita principalmente alla gestione del monopolio del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti, nell’area est della Capitale.