video suggerito
video suggerito

Roma, bimbo perde la vista dopo un’operazione: a processo un medico e un’infermiera

Quattro anni fa un bambino di 12 anni viene operato all’ospedale Regina Elena di Roma per un angiofibroma nasofaringeo. Qualcosa va storto e il ragazzo perde la vista. Secondo i pm, i medici sono responsabili di aver falsificato il documento del consenso informato.
A cura di Enrico Tata
107 CONDIVISIONI
Immagine

Il 30 aprile di quattro anni fa, un bambino di 12 anni viene sottoposto ad un intervento pre operatorio per un angiofibroma nasofaringeo all'ospedale Regina Elena di Roma. Qualcosa va storto e il ragazzo perde la vista. Secondo i pm, però, i medici sono responsabili di aver falsificato il consenso informato fatto firmare ai genitori del 12enne. I dottori infatti avrebbero inserito in seguito, tra i possibili rischi, anche quello dell'incidente accaduto al ragazzo. Per questo un medico e un'infermiera sono stati rinviati a giudizio del gup del tribunale di Roma con l'accusa di falso in atto pubblico.

Ad aprile 2012, al piccolo diagnosticano un angiofibroma nasofaringeo, cioè un tumore benigno all'interno del cranio.  I genitori decidono di portarlo al Regina Elena, ospedale specializzato nei tumori e dopo i primi esami i medici stabiliscono di operarlo. Ma il giorno prima dell'intervento, durante la preparazione dell'operazione, qualcosa va male. In seguito a una embolizzazione, cioè un'operazione che serve a ridurre il rischio di un eccessivo sanguinamento, il ragazzo perde completamente la vista nell'occhio sinistro e riporta una temporanea emiparesi del lato destro del viso. I parenti decidono di sporgere denuncia, ma in un primo momento i pm chiedono di archiviare le indagini per mancanza di prove. Il padre del ragazzo, guardando bene gli atti, si accorge però che il documento firmato del consenso informato è stato falsificato dai medici. “A noi genitori c'è stato sottoposto un prestampato in cui venivano esposti i rischi legati all'esposizione radiogena, al mezzo di contrasto e a responsabilità legate a eventuali problemi di diabete erano le uniche paure che paventavano. Poi c'era un altro campo in bianco su cui ho fatto una linea. Dopo aver ritirato copia della cartella clinica ho trovato una scritta sopra, a penna, di un possibile rischio di ischemia in zona oftalmica, quello successo a mio figlio”, ha dichiarato il padre del 12enne.

107 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views