Ascessi cerebrali scambiati per un tumore all'ospedale San Camillo di Roma, dove sei medici sono indagati per omicidio colposo. Come riporta il Corriere della Sera, secondo la Procura di Roma sarebbe bastata una terapia antibiotica per evitare la morte di Michele Maria Scarano, 52enne deceduto nell'aprile 2017. A processo Clara Leonetti, che avrebbe interpretato in maniera sbagliata le lesioni evidenziate dalla Tac e i suoi cinque colleghi, Salvatore D’Antonio, Marcello Ciccarelli, Claudio Perrone, Domenico Nervini e Mario Giuseppe Alma, che non avrebbero sottoposto il paziente a risonanza magnetica come invece richiesto dall'ospedale di Isernia. Il paziente visitato nel nosocomio del capoluogo molisano, si è poi trasferito a Roma, dov'è morto dopo sei settimane di agonia per aver ricevuto la diagnosi di un tumore ai polmoni con metastasi al cervello.

Secondo il pm Pietro Pollidori, i medici si sarebbero accorti dell'errore solo a pochi giorni dal decesso, quando qualsiasi cura sarebbe ormai stata inutile. Il consulente della procura, Luigi Cipollini sostiene che gli ascessi si sono trasformati in pus che ha invaso l'organismo del paziente, portandolo alla morte. I parenti di Scarano si sono costituiti parte civile con l'avvocato Antonello Madeo. Un dottore ha tentato di dare una spiegazione di quanto accaduto, confessando che non era mai stati chiarito se quelle immagini fossero ascessi o tumori perché confusi dalla Tac.