Rubava materiale sanitario dall'ospedale, sottraendolo a pazienti e colleghi. Non stiamo parlando di una persona con precedenti penali, o di qualcuno che fa parte del mondo della criminalità organizzata: ma di un infermiere di pronto soccorso, che ha rubato mascherine, prodotti igienizzanti, guanti, garze, e ogni prodotto che oggi si trova in quantità limitata. Sottraendoli quindi non solo ai colleghi, che ogni giorno devono fare i conti con centinaia di malati di coronavirus, ma anche ai malati stessi. Un reato molto grave: e adesso l'uomo si trova rinchiuso nel carcere romano di Regina Coeli dopo che è stato colto in flagranza di reato. L'accusa per lui è di peculato. Non è chiaro se l'uomo rubasse per poi rivendere questi oggetti a un prezzo maggiorato, magari a privati, oppure se li abbia presi per sé. In ogni caso si tratta di un gesto estremamente grave: tanto che per lui non è scattata solo la denuncia, ma proprio l'arresto e il carcere.

Rubava materiale sanitario, arrestato infermiere: in casa 4 cellulari

Le indagini andavano avanti da un po' di tempo, l'uomo non è stato fermato per caso. Gli agenti del commissariato Colombo lo hanno fermato mentre stava salendo in macchina alla fine del turno di notte. Durante la perquisizione dell'auto hanno trovato tantissimo materiale sanitario: soluzione fisiologica, garze, dispositivi di protezione, nonché materiale per la disinfezione. Tutto nascosto. Al termine della perquisizione i poliziotti sono andati nella sua casa di Lariano, dove hanno trovato altri prodotti sanitari. Dopo aver accertato che si trattava di materiale appartenente al pronto soccorso, lo hanno arrestato. Nella sua abitazioni sono stati trovati anche quattro cellulari, tutti di sua proprietà. Adesso il 50enne si trova nel carcere di Regina Coeli.

D'Amato: "Provo rabbia, avviate procedure di licenziamento"

“Provo rabbia e amarezza per il comportamento infedele di un infermiere che infanga una categoria professionale che sta in prima linea nel contrastare il virus anche a volte a discapito delle proprie vite. Questo comportamento vile non può minimamente intaccare la straordinaria moltitudine degli operatori che si sta dedicando senza sosta a combattere il Coronavirus. La Asl competente ha già provveduto ad avviare tutte le procedure previste dalla norma per licenziare il dipendente infedele. Voglio inoltre ringraziare la Polizia di Stato del commissariato Colombo per la brillante operazione svolta con il sostegno della direzione sanitaria della struttura ospedaliera”, il commento dell’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato.