Avevano messo in piedi un giro di truffe online da migliaia di euro e se le persone chiedevano indietro il proprio denaro le minacciavano vantando legami (falsi) con le famiglie dei Casamonica. Per questo i carabinieri hanno arrestato questa mattina cinque persone con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alle truffe e minaccia aggravata per il solo promotore del sodalizio criminale. Quattro di loro sono finite agli arresti domiciliari, una è stata tradotta in carcere: l'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tivoli dopo che le indagini – iniziate a settembre 2017 – hanno portato a galla l'attività messa in piedi dalla banda. Che, nel giro di pochi mesi, ha truffato circa 156 persone per un valore di oltre 25mila euro. I raggiri avvenivano tutti online: i cinque, convinti di essere coperti dall'anonimato della rete, pensavano di farla franca. E se qualcuno si faceva insistente passavano direttamente alle minacce.

Truffe online, le minacce di aggressione alle vittime

I cinque accusati di truffa avevano messo diversi annunci sui principali siti online, fingendo di essere dei venditori di apparecchiature elettroniche, smartphone e piscine da esterni. I prezzi molto convenienti spingevano le persone ad acquistare i loro prodotti che, per essere spediti, dovevano prima essere pagati tramite il trasferimento di soldi su una carta prepagata. Peccato che dopo il pagamento la merce non arrivasse mai al compratore. Di fronte alle domande degli acquirenti, i truffatori prima davano la colpa al servizio di spedizione poi, quando le richieste di spiegazioni si facevano insistenti, passavano alle minacce. Vantando legami con il clan dei Casamonica (risultati poi falsi dagli inquirenti), dicevano alle vittime che conoscevano il loro indirizzo di casa e che sarebbero state aggredite fisicamente. Un'altra volta hanno minacciato una donna di inserire la sua via di casa in un sito d'incontri, organizzando così un incontro sessuale.

La denuncia di una donna e la fine della banda delle truffe online

Le minacce e le truffe sono però finite quando una donna ha deciso di andare dai carabinieri e sporgere denuncia. Le indagini sono iniziate a settembre 2017 e hanno portato a scoprire un raggiro che, nel giro di due mesi, ha fruttato alla banda circa 25mila euro. Le forze dell'ordine hanno scoperto che erano molte le vittime della truffa e che tante di loro non avevano denunciato: non solo perché temevano ripercussioni fisiche nei loro confronti, ma perché credevano che ormai i criminali non fossero rintracciabili. Decisiva per l'identificazione dei malviventi la registrazione audio portata dalla donna, in cui aveva registrato le minacce. Il file, acquisito dai carabinieri è stato inviato al Ris di Roma per fare il confronto con un altro file registrato dalle forze dell'ordine durante un colloquio con il falso venditore. Ed è allora che l'individuo è stato identificato.