È partita ieri a Roma la XIV edizione del corso "sull'esorcismo e la preghiera di liberazione", organizzato dall'Istituto Sacerdos dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Nulla a che vedere con il film di Friedkin, bensì un'applicazione concreta della pratica dell'esorcismo. I partecipanti in totale saranno 241 e proverranno da 42 Paesi diversi. Centinaia di esponenti della Chiesa e chierici di varie confessioni cristiane sono giunti nella Capitale per inaugurare un percorso partecipato, attraverso lo scambio di consigli e di lezioni riguardo a una tematica spesso oscurata nel mondo della religione. Il fine – spiegano gli organizzatori del corso – è quello di offrire ai partecipanti una riflessione di maggior respiro su un tema pieno di discussioni. Tra gli organizzatori anche il Gruppo di ricerca e informazione religiosa (Gris) e il segretario Giuseppe Ferrari, che in passato aveva polemizzato con la scelta del ministero dell'Istruzione di cancellare il corso di formazione per insegnanti in pratiche esorciste. Ieri si è tenuta l'inaugurazione del corso con le prime materie, tra le quali "Angeli e Demoni nella Sacra Scrittura, le origini del rito dell'esorcismo" e "La simbologia dei riti occulti e satanici". Tra i banchi del corso si sono visti esponenti delle Chiese di ogni tipo, da quella cattolica a quella anglicana, passando per la luterana e la ortodossa.

I corsi sull'esorcismo non solo a Roma, ma anche in altri Paesi

I corsi sull'esorcismo sono frequenti oltre i nostri confini, ma quello cominciato ieri rappresenta un evento unico nel suo genere. A spiegarlo è Padre Pedro Barrajon, uno degli organizzatori, che ai giornalisti del Daily Telegraph ha spiegato l'importanza e il ruolo di svolta che potrebbe avere questo nuovo corso: "È la prima volta che diverse denominazioni della Chiesa si uniscono per confrontare le loro esperienze sugli esorcismi. Sarà un'importante occasione di riflessione". Un corso che si rinnova e riparte con la sua XIV edizione, dopo che lo scorso settembre Papa Francesco aveva inviato una nota all'Aie (Associazione Internazionale Esorcisti) nella quale aveva denunciato quanto “l’opera del maligno renda drammatica e più faticosa l’esistenza quotidiana”.