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Un uomo è finito in carcere con l'accusa di stalking per aver perseguitato l'ex moglie e il suo nuovo compagno. Una storia che purtroppo si sente molto spesso, e che stavolta ha per protagonista una persona già nota alle cronache – e alle carceri – per aver ucciso un ispettore di polizia nel 1997 durante una rapina a mano armata effettuata a bordo di un treno. Ad arrestare il 45enne sono stati gli agenti della Squadra Mobile di Roma che lo hanno rintracciato a Teramo: è accusato di gravi atti persecutori nei confronti della ex compagna che, stanca delle continue chiamate, dei messaggi, delle minacce e dei pedinamenti, ha deciso di sporgere denuncia. I due si sono lasciati cinque anni fa, ma l'uomo non ha mai accettato la sua decisione e il fato che si fosse rifatta una vita. E da cinque anni la perseguitava con i suoi comportamenti minacciosi e vessatori: tanto che la vittima, terrorizzata dall'ex compagno – violento e pluripregiudicato – aveva dovuto cambiare le sue abitudini di vita.

45enne accusato di stalking, la sparatoria nella rapina in cui perse la vita un poliziotto

Messaggi su Facebook, WhatsApp, chiamate a ogni ora del giorno e della notte. Dopo cinque anni e le indagini degli investigatori della IV Sezione della Squadra Mobile coordinate dai magistrati del Gruppo Antiviolenza della Procura di Roma, il 45enne è tornato in carcere. Ci era stato già 22 anni fa, dopo che aveva tentato di rapinare alcuni passeggeri a bordo di un treno sulla tratta Roma – Pantano. A bordo del treno era presente anche l'ispettore capo della Polizia di Stato Carlo Tufilli, che ha provato a intervenire e fermare i due ma è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco che l'ha ferito gravemente: è morto durante il trasporto in ospedale. Dopo, c'è stata un'altra sparatoria, nella quale ha perso la vita il complice del 45enne. Era il 1997. Adesso tornerà in carcere per stalking.