Questa mattina i poliziotti della Questura di Roma insieme ai militari della Guardia di Finanza, hanno arrestato tre persone indagate per usura, estorsione ed esercizio abusivo del credito. I fermati sono Umberto Romagnoli, la figlia Francesca e il ‘luogotenente' Fabrizio Profenna. Sono accusati di aver corrisposto prestiti a persone in difficoltà e di aver preteso indietro il denaro con tassi di interesse da capogiro. Chi non pagava, veniva minacciato e picchiato. E, per essere ancora più convincenti, spesso avrebbero tirato in ballo i presunti legami con la ‘ndrangheta, in particolare con la cosca calabrese di Guardavalle, in provincia di Cosenza. Francesca Romagnoli, infatti, classe 1983, è la compagna di Bruno Gallace, primogenito di Giuseppe Antonio, pregiudicato per associazione mafiosa e traffico internazionale di stupefacenti, e fratello di Vincenzo, boss della cosca calabrese di Guardiavalle, da tempo stanziata sul litorale romano, soprattutto tra Anzio e Nettuno.

"…io te pio a bastonate… non è cattiveria… però devi fare la persona seria… io i soldi che c’ho me li sò fatti con l’anni de galera non me li hanno regalati a me”. Paura, minacce e intimidazioni: a compiere il ‘lavoro sporco' sarebbe stato principalmente Umberto Romagnoli, spesso supportato dalla figlia Francesca. Chi non pagava, veniva picchiato senza troppi problemi. E Umberto Romagnoli amava dire, per far capire cosa sarebbe accaduto se non avesse visto il denaro in tempi brevi: "a me quelli grossi mi piaciono perché fate il botto quando cascate".

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, i tre avrebbero imposto ai debitori pagamenti settimanali per il rientro del debito "applicando tassi di interesse pari al 40% mensile per prestiti fino a 5mila euro". Se il debito era più alto, il tasso di interesse scendeva al 10%, ma il debitore era tenuto a restituire l'intera somma presa a prestito più una rata. In caso di ritardi, veniva applicata una multa che poteva arrivare anche all'intero importo della rata non corrisposta. Erano molte le famiglie che si erano rivolte a loro per avere del denaro, e che erano tenute sotto il giogo dell'usura, terrorizzate a causa delle minacce e delle violenze che avrebbero potuto subire.