"Con tutto il rispetto per gli animali, c'è un motivo per il quale si è detto che il prezzo del pasto da dare ai bambini è simile a quello dei cani. Basta leggere il bando per vedere che è così. Non si può garantire la qualità dell'alimentazione per i nostri figli in questa maniera". È la denuncia del segretario regionale di Filcams Cgil Roma Elena Schifino a Fanpage.it, che contesta quanto potrebbe accadere a seguito del nuovo bando sulle mense scolastiche della Capitale, che partirà a settembre. Continuano dunque le polemiche tra il Comune di Roma e i sindacati, con i servizi di ristorazione nelle scuole finite al centro del dibattito. "Il costo medio del pasto – specifica Raffaele Iodice, responsabile della comunicazione di Filcams Cgil Roma- sarebbe di 4 euro e 40 centesimi, ma non è il costo effettivo del pasto, perché da quella cifra vanno aggiunte alcune detrazioni che porterebbero il prezzo del pasto a quasi 2 euro". Ticino e Iodice denunciano quanto potrebbe accadere a partire da settembre, con la qualità degli alimenti messa a repentaglio dall'uguaglianza formale tra scuole elementari, medie e asili nido. La gara potrebbe coinvolgere anche la posizione dei lavoratori dipendenti, che nei giorni scorsi si sono radunati al Campidoglio per protestare contro il nuovo bando di aggiudicazione, che metterebbe a rischio il posto di lavoro di circa 2mila addetti delle mense scolastiche.

La rabbia dei genitori per il bando sulle mense della Capitale

Il nuovo bando preoccupa non solo i sindacati, ma anche i genitori dei bambini, che si dicono preoccupati per quanto potrebbe accadere a settembre. "Roma aveva un modello di asilo nido copiato in tutto il mondo, ma negli anni non si è aggiornato e con un bando del genere viene smantellato". A dirlo è Stefania Lattanzi, ideatrice dell'associazione Genitori Nidi e Materne di Roma (Genima), che qualche giorno fa si sono riuniti insieme a Filcams Cgil per discutere del piano per riparare a quanto potrebbe accadere a seguito del futuro bando di gara. "Noi genitori – spiega Lattanzi – siamo molto preoccupati sotto il profilo della sicurezza alimentare dei bambini. Il rischio riguarda il fatto che ciò che arriverà nei piatti dei nostro bambini potrebbe essere qualitativamente e quantitativamente non adeguato".