Michela Rezza
in foto: Michela Rezza

Il corpo di Michela Rezza è stato trovato tra gli alberi. Era quasi sepolta dalle foglie, mezza nuda e con una profonda ferita alla testa. Il cadavere è stato trovato sulle sponde del fiume Cosa, nei pressi di Pignano (Frosinone), il paesino dove la 37enne viveva insieme al compagno. A notare il corpo senza vita di Michela è stato un fungaiolo della zona, che ha immediatamente avvertito i carabinieri.

Non è esclusa nessuna pista, neanche quella dell'omicidio

Per il momento gli investigatori non escludono nessuna ipotesi, neanche quella dell'omicidio. Da chiarire, infatti, come la donna si sia procurata quella profonda ferita alla testa. Può essere compatibile con una caduta oppure è stata causata da qualcuno? Il magistrato di turno ha disposto l'autopsia sul cadavere, che ora si trova all'obitorio di Frosinone, e i risultati saranno decisivi per accertare le cause della morte di Michela. Stando al primo esame effettuato sul corpo dal medico legale intervenuto sul posto, è stata riscontrata una ferita sopra l'arcata sopraccigliare sinistra e diverse ecchimosi sul corpo.

Ascoltati i parenti e il compagno della donna

I carabinieri, intanto, hanno cominciato ad ascoltare i parenti più stretti e anche il compagno della donna per cercare di ricostruire le ultime ore di vita della 37enne.  Secondo i primi accertamenti, la donna era affetta da problemi psichiatrici. Si sarebbe allontanata da casa nella notte tra il 5 e il 6 novembre. Michela Rezza non aveva con sé alcun documento di riconoscimento utile alla sua identificazione.