Virginia Raggi
in foto: Virginia Raggi

"Una ordinanza calata dall'alto che avrà conseguenze dirette sulla vita cittadini romani. I cittadini dovranno vedere realizzate nuove discariche vicino alle loro case perché è questa la soluzione individuata dalla Regione e da Zingaretti dopo sette anni". Nel corso del consiglio straordinario sul tema dei rifiuti la sindaca Virginia Raggi ha accusato il presidente Nicola Zingaretti, sostenendo che l'emergenza nella raccolta dei rifiuti è colpa proprio della Regione Lazio. "Non vogliamo nuove discariche fatte in fretta e furia con programmi emergenziali, abbiamo già pagato e continuiamo a pagare il post Malagrotta: noi vogliamo semplicemente programmare con calma. Lo dico ai sindaci presenti, mettetevi una mano sul cuore: è la stessa richiesta che fareste anche voi per i vostri territori", ha dichiarato la sindaca nel corso della sua relazione in apertura dell'assemblea. Per la sindaca, "mentre viene sempre portata alla sbarra questa incapace della Raggi, nessuno ha chiesto al presidente  Zingaretti, ‘Perché non hai aggiornato il piano rifiuti immediatamente appena chiusa la discarica di Malagrotta nel 2013 e hai tenuto Roma e altri Comuni sempre in una sorta di emergenza perenne?'. Questa domanda non viene mai fatta".

Raggi: "La chiusura di Colleferro anticipata per un accordo elettorale?"

Il 15 gennaio chiuderà ufficialmente la discarica di Colleferro, una decisione che è stata comunicata un anno fa, ma per cui non sono state trovate ancora soluzioni. Secondo la sindaca Raggi la chiusura è stata anticipata per "motivi politici, visto che Colleferro andrà alle elezioni il prossimo anno: c'è forse un accordo elettorale tra il sindaco Sanna e Zingaretti? E se è vero che la chiusura è stata decisa nel 2016, quali alternative ha messo in atto la Regione per compensare la chiusura della discarica? Anche stavolta, dopo la vicenda di Malagrotta, la Regione ha deciso la chiusura senza programmare un'alternativa?". Ipotesi smentite dal sindaco del comune di Colleferro, presente oggi in aula.

Pelonzi (Pd): "Sindaca mi ha fatto vergognare di essere cittadino romano"

"Le parole della sindaca Raggi mi hanno fatto vergognare di essere cittadino romano", ha dichiarato in aula Giulio Pelonzi, capogruppo del Partito democratico. "Lei si è assunta la responsabilità di spaccare questa istituzione. Lei ha minacciato i sindaci della provincia e questo non è il modo di rappresentare l'istituzione che presiede, cioè la Città Metropolitana. Lei ha affrontato la questione dei rifiuti senza parlare mai di quelli che possono essere gli obiettivi della Capitale d'Italia e di come questa possa arrivare finalmente all'altezza delle altre capitali europee".

Salvini: "Raggi e Zingaretti si dimettano, sono incapaci"

"Roma è sommersa dai rifiuti e per la Raggi l'unica soluzione è trasferire l'immondizia in altre città. Assurdo. Sono vicino ai sindaci che oggi in Campidoglio stanno protestando contro l'incapacità e la litigiosità di Raggi e Zingaretti. Facciano un favore ai cittadini romani e di tutto il Lazio dimettendosi: la regione e la capitale meritano di meglio", il commento del leader della Lega Matteo Salvini.

La lettera della Regione: "Inopportuna nostra partecipazione al consiglio"

L'assessore regionale ai rifiuti Massimiliano Valeriani ha inviato una lettera alla sindaca Raggi e al presidente Marcello De Vito in cui ha spiegato la decisione di non intervenire al consiglio comunale capitolino:

Egregio presidente, nel corso del 2019 il dialogo in materia di rifiuti tra Ministero dell’ambiente, Regione Lazio e Roma Capitale è stato continuo e assiduo. Sulla base di tale confronto la Regione ha adottato un’ordinanza che ha consentito ad Ama di superare la crisi della raccolta che si è determinata nel mese di giugno. Successivamente a tale evento, inoltre, sono occorse numerose occasioni di lavoro congiunto, alle quali la Regione ha sempre preso parte chiedendo che le istituzioni cooperassero al fine di individuale soluzioni strutturali al fabbisogno di trattamento e smaltimento dei rifiuti prodotti da Roma. Ancora ieri abbiamo ospitato i vertici di Ama e di Invitalia, con l’obiettivo di supportare la partecipata del Comune nell’espletamento delle gare per l’individuazione di operatori per il trasporto e lo smaltimento. Nei giorni appena trascorsi, tecnici della Regione, della Città Metropolitana, e di Roma Capitale hanno predisposto congiuntamente la relazione in base alla quale, ai sensi dell’ordinanza del 27 dicembre 2019, si dovranno individuare i siti di servizio per la città. Poiché tale provvedimento prevede funzioni e responsabilità ben distinte tra istituzione ordinante e soggetti esecutori delle prescrizioni, è da ritenere inopportuna la nostra partecipazione nelle more della decorrenza dei termini stabiliti dall’ordinanza. Poiché quest’ultima trova origine da una puntuale disposizione del codice dell’ambiente, la medesima fonte impone ora all’amministrazione regionale la funzione di vigilanza sulla sua completa applicazione, inibendola a prendere parte a discussioni che ne possano disconoscere il mandato. Certo che comprenderà la fondatezza giuridica di tale decisione, le porgo i più rispettosi saluti”.