Dopo il successo della manifestazione dello scorso 27 ottobre, quando piazza del Campidoglio fu invasa pacificamente da migliaia di cittadini, oggi, venerdì 7 giugno, è in programma alle 18 un nuovo sit organizzato da ‘Tutti per Roma' e ‘Roma domani' con la parola d'ordine e hashtag #RicominciamoRoma. "La prima manifestazione, quella di ottobre, c'è servita a dire basta. Di fronte alla comunicazione ufficiale dell'amministrazione Raggi che continuava a dire che ‘a Roma va tutto bene', noi volevamo gridare: ‘No, non è vero'. Volevamo dare un volto a una protesta, una protesta che va di pari passo con un amore spassionato per questa città meravigliosa e così malmessa.La volontà era quella di arrivare a fare delle proposte e aprire un dibattito. Provare a proporre soluzioni che possano aiutare Roma a uscire dal guado, consapevoli delle difficoltà. Abbiamo cercato di unire competenze civiche e tecniche", spiega a Fanpage.it Emma Amiconi, una delle ispiratrici della manifestazione.

Qual è l'obiettivo del sit in di oggi?

Da ottobre a oggi non c'è stato alcun miglioramento in città, dai rifiuti al traffico, fino alle fermate della metro chiuse. Non è cambiato niente se non in peggio, ma è cambiato il clima in Italia e anche a Roma: c'è la preoccupazione che a due anni dalla fine del mandato della sindaca Raggi sia in atto un tentativo da parte di forze sovraniste e fasciste di utilizzare il malcontento della città per poi piombare e porsi come amministratori romani. Le nostre proposte sono ampie, ma dentro un profilo molto definito. Vogliamo una città veloce, efficiente e pulita, ma inclusiva, accogliente e democratica, dove anche i problemi delle periferie non vengano strumentalizzati per dividere ulteriormente. Vorremmo unire su un'idea di città aperta, accogliente e giusta, una città con servizi e case per tutti e in cui nessuno venga escluso. E' un richiamo a tutte le forze individuali e collettive di venire fuori, allo scoperto, per mettersi a disposizione e per cominciare a ragionare anche in merito a una nuova leadership. Serve che migliaia di persone si facciano carico di portare avanti un cambiamento. La chiamata è generale: facciamoci vedere e sentire. Cominciamo un percorso di settecento giorni fino alle prossime elezioni.

Con la sindaca Raggi ci può essere dialogo?

"Dalla sindaca ci siamo andate, ma la sindaca ci ha ascoltato e non ci ha risposto su niente, non ha dato seguito agli impegni presi. Questa giunta andrà avanti fino alla fine del mandato, è come una piaga d'Egitto, ce la teniamo, la continuiamo a stimolare, a combattere se necessario, ma abbiamo proprio difficoltà a interloquire, non ci sono risposte. Mentre continueremo a insistere e a ribattere su alcune gravissime mancanze, proviamo però a fare un discorso parallelo e costruttivo.

Qual è la prima cosa su cui puntare per il rilancio di Roma?

E' una domanda difficilissima, ma direi la manutenzione.  Dai cestini dell'immondizia alle maniglie dei cassonetti, fino alle fermate della metro, ai graffiti sui muri, alle mancanze di multe, alle strade abbandonate. Non c'è nulla che funzioni.

La sindaca Raggi aveva messo al centro del suo impegno proprio questi punti….

Obiettivo fallito. La sindaca ha detto no a tutti i grandi progetti per favorire invece la qualità media della vita. Un fallimento totale. Se almeno riuscissero a dare un segno in questo senso, chi governerà dopo si troverà una città meno devastata.  Parlo della manutenzione ordinaria: strade, parchi, spazi pubblici, servizi manutenuti. Già sarebbe una cosa rivoluzionaria.