La notizia ora è ufficiale: domenica 21 aprile 2019, giorno di Pasqua e del Natale di Roma, riaprirà il Roseto comunale della Capitale. Resterà aperto fino a metà giugno e sarà aperto tutti i giorni, festivi compresi, dalle 8.30 alle 19.30, orario continuato senza pausa. Sarà possibile visitarlo gratuitamente, senza prenotazione, e tramite una visita guidata, a pagamento. Il costo è di 5 euro per i giorni feriali, 7 euro per i giorni festivi, per i gruppi superiori a 15 persone il costo è di 2,50 euro nei feriali e 3,50 nei festivi. Gratis per le scuole, i disabili, i ragazzi fino a 14 anni e gli anziani sopra i 65 anni. Sul sito del Comune le modalità di prenotazione della visita. Il Roseto chiuderà al pubblico solo il 18 maggio, giorno in cui si terrà il Concorso Internazionale Premio Roma, riservato alle più belle nuove varietà di rose. Il Roseto di Roma si trova alle pendici dell'Aventino, davanti ai resti del Palatino e poco sopra il Circo Massimo. Dal Roseto si vede il Palatino, il campanile di S. Maria in Cosmedin, la della Sinagoga, il Vittoriano e l'osservatorio di Monte Mario. L'ingresso è in via di Valle Murcia, 6.

La storia del Roseto di Roma

Il Roseto di Roma ospita 1.100 specie di rose che provengono da tutto il mondo, anche dalla Cina. Tra le varietà più curiose un tipo di rosa con i petali verdi, una rosa maleodorante e una rosa che cambia colore con il passare dei giorni. Il Roseto rimase ricoperto di orti e vigne fino al XVI secolo, poi divenne l'Orto degli Ebrei e poi, dal 1934, rimase un'area incolta e abbandonata fino al 1950 quando divenne sede del nuovo roseto comunale. Quello vecchio, distrutto nella Seconda Guerra Mondiale, si trovava a Colle Oppio.

L'idea di aprire un roseto a Roma venne alla contessa Mary Gailery Senni, nata in America nel 1884. A Roma conobbe il conte Giulio Senni con cui si sposò e andò a vivere nella sua villa di Grottaferrata, Castelli Romani. Nei giardini di questa dimora studiò le piante e coltivò la sua passione per i fiori, le rose in particolare. Affascinata dal roseto del parco di Bagatelle a Parigi, volle creare un roseto anche a Roma. Prima donò alcune sue rose al comune di Roma, ma queste vennero utilizzate per riempire alcune aiuole al Pincio e lei pretese che le venissero restituite o fossero bruciate. Il principe Boncompagni Ludovisi la aiutò ad esaudire il suo sogno e nel 1932, sul Colle Oppio, venne inaugurato il Roseto di Roma. Dopo la guerra il Roseto fu ricostruito alle pendici dell'Aventino, il colle dove secondo Tacito si svolgevano nell'antica Roma i ‘floralia', i riti in onore della dea Flora.