Un uomo disabile è morto nel residence di via Val Cannuta, che ospita le persone in attesa di ricevere una casa popolare. A denunciarlo, Fabrizio Ragucci, segretario dell'Unione Inquilini. "Non avremmo mai voluto dare questa notizia. Ieri sera è morto un Inquilino del residence di via Val Cannuta invalido al 100% mentre tentava di arrampicarsi lungo la ringhiera delle scale, impossibilitato a utilizzare gli ascensori fermi e rotti da mesi. Proprio ieri abbiamo inviato l'ultima pec con una petizione per chiedere al dipartimento politiche abitative del Comune di Roma di ripristinare gli ascensori fermi da tempo e di chiedere le dovute manutenzioni a carico della proprietà. Questa morte ha dei precisi responsabili. Dal 2005 il Comune di di Roma paga alla società "Immobiliare Pollenza 2005″ ben 2.950,000 l'anno, quota che comprende un 30% per le manutenzioni purtroppo mai effettuate. Diverse sono le persone disabili a vivere nella struttura di via Val Cannuta dove da diversi mesi si viveva senza ascensori".

Disabile morto in residence Val Cannuta: "Chiudere questi ghetti"

La situazione in cui vivevano gli abitanti del residence di via Val Cannuta era stata denunciata già qualche anno fa quando un anziano di 76 anni è stato trovato morto carbonizzato nel suo appartamento. L'episodio nello specifico era stato un tragico incidente (una stufa esplosa perché entrata a contatto con una sigaretta) ma gli inquilini hanno iniziato a denunciare la situazione di disagio sociale che si era creata in quel posto negli anni. "Andremo fino in fondo affinché si faccia luce su questa storia ignobile – conclude Raguzzi – Le famiglie che vivono in questi ghetti, per i quali i ricchi costruttori vengono pagati a peso d'oro dal comune di Roma, devono chiudere come già previsto dalla Giunta Marino e avere finalmente una casa degna di questo nome."