"Accolgo e rilancio la proposta di Luigi Di Maio: anche nella Regione Lazio vogliamo proporre come primo punto, per una convergenza di governo con il MoVimento 5 Stelle, il taglio degli stipendi di tutti i consiglieri e la rendicontazione delle spese". Così la candidata del Movimento 5 Stelle alle Regionali del Lazio, Roberta Lombardi, che ha ripreso e rilanciato quanto proposto a livello nazionale da Luigi Di Maio, che ha invitato tutti i partiti a sottoscrivere un atto in cui si impegnano a votare una legge per dimezzare lo stipendio dei parlamentari. "Questa è una proposta che mi sta particolarmente a cuore, in quanto prima firmataria della “legge Lombardi” proprio sul dimezzamento degli stipendi dei parlamentari, da noi presentata in Parlamento e subito bocciata in aula dai partiti", ha spiegato la deputata pentastellata. "I consiglieri M5S della Regione Lazio hanno già fatto la loro parte con la massima trasparenza nell'attuale consiliatura, versando ben 750 mila euro nel fondo regionale che aiuta le microimprese e le famiglie con figli che hanno gravi patologie. Tutte realtà colpite dai tagli dei servizi della giunta Zingaretti e che noi abbiamo voluto sostenere. Ma le aiuteremo molto di più quando saremo al governo nel Lazio! Chiedo dunque agli altri candidati di tutte le forze politiche: volete lavorare anche voi in questo senso? Allora ribadisco l’invito a firmare questo primo impegno di convergenza di governo nel Lazio: tagliamo tutti gli stipendi dei consiglieri e cominciamo a concentrarci sulla vita dei cittadini. Il taglio degli stipendi, così come quello dei vitalizi agli ex consiglieri, saranno le due prime proposte che metterò in pratica la prima settimana".

I vitalizi nella Regione Lazio

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha già eliminato i vitalizi per gli ex consiglieri. "Non solo, nel rispetto della legge, la Regione Lazio ha innalzato da 50 a 65 l’età per poter ricevere i compensi mensili e per coloro che già lo ricevevano ha imposto un contributo di solidarietà fino al 18% del totale, riducendo quindi considerevolmente le uscite per le casse regionali. Misure, queste ultime, che hanno assunto necessariamente carattere temporaneo in conformità alle prescrizione impartite dalla Corte Costituzionale, ma che saranno rinnovate nella prossima legislatura”, si leggeva in un comunicato del comitato di Zingaretti qualche giorno fa. La misura, come ricordato, è temporanea e scade nel 2018.