Referendum Atac
in foto: Referendum Atac

Accolto il ricorso del Comitato promotore del referendum su Atac e sull'esternalizzazione del servizio di trasporto pubblico di Roma. In pratica è stata contestata l'applicazione del quorum alla consultazione e il Tar ha confermato che l'esito del quesito non è soggetto a soglie di sbarramento. Per questo il risultato, cioè la netta vittoria del Si, doveva essere promulgato dall'amministrazione capitolina. "L'eliminazione del quorum disposta con la delibera n. 5 del 2018 con il dichiarato scopo di conformare la disciplina comunale ai principi espressi dal Codice di buona condotta sui referendum adottato dalla Commissione Europea per la Democrazia attraverso il Diritto, che considera con sfavore la sussistenza di soglie e percentuali minime determinanti una sostanziale assimilazione degli elettori che si astengono a quelli che esprimono un voto negativo, dispiega la sua incidenza proprio nella fase di indizione delle consultazioni", si legge nella sentenza.

Il giorno del referedum, che si è svolto l'11 novembre scorso, si è recato alle urne il 16,38% degli aventi diritto al voto, cioè 211mila cittadini su oltre due milioni e mezzo. Il referendum, comunque, ha un valore puramente consultivo.

Questi erano i due quesiti proposti alla cittadinanza:

“Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”

“Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”