Alessandro Capriccioli e Devid Porrello hanno presentato insieme una proposta di legge in Regione Lazio al fine di sistematizzare gli strumenti di partecipazione popolare. Un documento realizzato da +Europa Radicali e M5s, che già in passato alla Regione hanno lavorato insieme su obiettivi comuni. Capriccioli ha spiegato a Fanpage.it in cosa consiste la proposta avanzata insieme al M5s e perché andrebbe a favorire la partecipazione politica dei cittadini.

Ha depositato un disegno di legge regionale a prima firma con Devid Porrello del M5s. Cosa prevede?

La proposta di legge ridisegna tutta la questione degli istituti di partecipazione popolare della Regione Lazio, ossia gli strumenti attraverso cui i cittadini partecipano alla vita democratica. Questi sono il referendum abrogativo, consultivo, propositivo e tutti gli altri tramite i quali si può fare iniziativa politica diretta. C'è chi la chiama democrazia diretta, chi iniziativa popolare. Siamo intervenuti dove gli strumenti c'erano ma erano lacunosi, a volte non praticabili, altre addirittura non disciplinati. Sono quattro i punti importanti. Innanzitutto si rende praticabile il referendum propositivo, che era previsto ma di fatto non utilizzato perché mancava una legge che lo attuasse. Sarà poi creato un portale della partecipazione dove tutti i cittadini potranno conoscere gli strumenti a disposizione e avere la possibilità di attivarli. C'è poi la questione della firma digitale, che apre alla possibilità di raccogliere le firme anche online, e infine una norma che prevede che quando si convoca un referendum si deve mandare a casa delle persone un opuscolo informativo – ovviamente neutro – che ricordi l'appuntamento e spieghi di cosa si tratta, in modo che tutti siano messi in condizioni di conoscere ciò che vanno a votare.

Una prova che la convergenza con il M5s alla Regione Lazio è possibile? Un patto di governo o su singoli punti di programma?

Non credo che esistano due piani differenti in assoluto, penso che la convergenza debba essere sempre sugli obiettivi politici. In un anno e mezzo la convergenza sugli obiettivi con il M5s è stata proficua. Ad esempio quest'estate, l'8 di agosto, io e Marta Bonafoni abbiamo presentato un progetto di legge sul capolarato su cui la destra ha fato ostruzionismo tenendoci in scacco tutta la notte. E questa legge è stata approvata con i voti del M5s. Non vedo grande differenza tra patto di governo e convergenza sugli obiettivi, anche perché per fare qualsiasi patto bisogna essere d'accordo sui punti.

Mentre i partiti tradizionali continuano a essere in crisi, strumenti come i referendum cittadini o regionali possono essere uno strumento per far tornare i cittadini protagonisti della vita politica?

Come radicale sono convinto di sì, anche perché abbiano sempre usato gli strumenti di partecipazione popolare. Basti pensare che in tempi recenti abbiamo portato 400mila cittadini a votare per la messa a gara del servizio del trasporto pubblico. Ma soprattutto i referendum sono grandi occasioni di dibattito perché si va in strada, si spiegano le proposte ai cittadini, si invitano alle raccolte firme ai tavoli. Capita che molte persone, apprezzata la proposta, poi vengano a fare i banchetti con noi. Senza contare che il referendum è uno strumento con cui si può imporre un tema che magari è fuori dall'agenda politica, all'attenzione del dibattito pubblico. Chiaramente non possono essere una compensazione della democrazia rappresentativa, la cui crisi va risolta a prescindere dagli strumenti di iniziativa popolare. Ma sono certo un elemento in più che dà voce ai cittadini.