La Corte d'Appello ha condannato a sei anni Antonio Casamonica per l'aggressione al "Roxy Bar" alla Romanina. La sentenza di primo grado, emessa lo scorso 25 gennaio dai giudici del Tribunale di Roma, lo aveva condannato a sette anni per lesioni e violenza privata con l'aggravante del metodo mafioso durante il raid compiuto ai danni del titolare del bar e di una giovane disabile. Alla lettura della sentenza era presente in aula la sindaca Virginia Raggi. Antonio Casamonica non è stato l'unico condannato per il raid al Roxy Bar: per la stessa aggressione sono stati condannati con il rito abbreviato Alfredo Di Silvio con il fratello Vincenzo e il nonno Enrico. Il primo a quattro anni e dieci mesi, il secondo a quattro anni e otto mesi, il terzo a tre anni e due mesi. Era stato il nonno Enrico, il giorno dopo l'aggressione, ad andare nel bar a fare il nome dei Casamonica: voleva convincere i titolari a ritirare la denuncia facendo il nome del clan. Ma loro sono andati avanti.

 

Virginia Raggi: "Roma è con i cittadini onesti"

"La sentenza di Appello conferma la condanna di Antonio Casamonica, ma soprattutto che quella di Casamonica è stata un'aggressione di stampo mafioso. Noi siamo accanto ai cittadini onesti, in questo caso accanto a Roxana. Siamo accanto alle persone come lei". Queste le parole della sindaca Virginia Raggi a margine della sentenza.

 

L'aggressione al Roxy Bar della Romanina a Pasqua 2018

I fatti risalgono alla domenica di Pasqua del 2018. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquierenti, Antonio Casamonica e il cugino Alfredo Di Silvio sarebbero entrati al Roxy Bar pretendendo di passare davanti a tutti i clienti. Poi, avrebbero iniziato a insultare il titolare. Solo una donna, affetta tra l'altro da disabilità, li ha contestati: e per quello è stata picchiata violentemente, spinta contro il muro e presa e cintate. Ma non avevano finito: Alfredo e Vincenzo sono tornati al bar dopo mezzora per dare una "lezione" al barista, che non li aveva serviti per primi.