L’aurora boreale
in foto: L’aurora boreale

Forse proprio in questi minuti qualche lettore sta progettando un viaggio in Islanda o magari alle sperdute isole Lofoten, nella Norvegia del Nord, per ammirare l'intensa luce verdastra dell'aurora boreale. Uno dei fenomeni naturali più affascinanti e più fotografati al mondo. Ma forse molti romani non sanno che, se fossero vissuti meno di due secoli fa, avrebbero potuto osservarne la bellezza nei riflessi sul Colosseo o sul Tevere. Nel mese di settembre del 1859, infatti, l'aurora boreale apparve anche nel cielo di Roma. Accadde a causa del cosiddetto Evento di Carrington, la più grande eruzione solare e la più grande tempesta geomagnetica mai osservata.

Il primo settembre 1859 alle 11 e 18 lo scienziato Richard Carrington stava studiando le macchie solari attraverso un telescopio. All'improvviso apparvero due luci accecanti dietro una macchia che stava osservando. Il fenomeno, una potentissima eruzione solare, durò pochissimo (circa cinque minuti), ma all'alba del giorno successivo fenomeni come l'aurora boreale poterono essere ammirati anche a latitudini inusuali e anche, per l'appunto, a Roma, dove apparve già dal 29 agosto. Carrington ebbe il merito di capire che le aurore boreali erano collegate alle attività del sole.

Così viene descritto l'evento sul Giornale di Roma il 29 agosto 1859 e riportato su ‘La Civiltà Cattolica':

L'aurora boreale è un fenomeno così raro tra noi, che merita un ricordo speciale ogni volta che ci visita. Tale è stata quella della notte scorsa, dalle 2 ore antimeridiane alle 4, in cui il cielo è comparso adorno di un'aurora boreale che sarebbe bella anche nei paesi più settentrionali.

[…] Alle ore 3 si è ravvivata di nuovo la luce, e il cielo é apparso in molti luoghi distinto de'soliti raggi luminosi, che in alto superavano in vivacità di splendore la via Lattea, ed erano molto più lucidi in basso. La più bella comparsa di questi è stata alle 3 e 40, quando diverse colonne luminose verticali si sono formate nelle vicinanze del meridiano magnetico.  Queste colonne o raggi erano di luce gialletta, rinnovavansi successivamente in vari siti e spiccavano a meraviglia sul fondo rosso del cielo.

Se all'epoca la tempesta geomagnetica mise in ginocchio tutta la rete telegrafica degli Stati Uniti, un nuovo Evento di Carrington ai giorni d'oggi potrebbe causare problemi ben peggiori viste le nuove tecnologie. Se nel 1859 problemi si verificarono soprattutto sui telegrafi, oggi avremmo problemi con i gps presenti su telefoni, aerei e automobili, ma anche sulle comunicazioni satellitari e per quanto riguarda la rete elettrica. Una tempesta solare nel 2003, per esempio, causò disturbi nelle comunicazioni tra satelliti e un blackout diffuso in Svezia. Aurore boreali furono avvistate anche in Florida.

Cos'è l'Aurora Boreale

Fino a metà del 19esimo secolo, prima della scoperta di Carrington, gli scienziati ritenevano che quelle stupende luci colorate fossero riflessi dei raggi del sole o di lampi dello spazio. In realtà, scoprì lo scienziato, le aurore boreali (australi nell'emisfero australe) sono effetti di attività solari e in particolare il frutto di particelle elettriche che arrivano dal sole e colpiscono la ionosfera terrestre. Quando questo fenomeno finisce, l'energia si trasforma in luce. Si osservano solo molto a nord (o molto a sud) perché in quelle regioni vicine ai poli c'è meno protezione magnetica e quindi, quando non si verificano particolari fenomeni come l'Evento di Carrington, non appaiono più a sud. In lingua inglese l'aurora boreale viene chiamata "northern lights", cioè luci del nord.