Il 3 novembre 2008 un centinaio di ragazzi di CasaPound faceva irruzione negli studi Rai. Cercavano i giornalisti della trasmissione Chi l'ha Visto, che quella sera avevano mandato in onda i video degli scontri di piazza Navona. In quelle immagini si vedevano appartenenti del Blocco Studentesco picchiare ragazzini di sedici anni con calci, pugni e cinghiate. Non trovarono nessuno, la trasmissione era finita e i giornalisti erano andati a casa. La notte stessa, in redazione, arrivarono telefonate minatorie. "Questa è la segreteria nazionale di Forza Nuova, abbiamo visto il vostro numero del 3 novembre in cui chiedete chi l'ha visto, dove abita, nome e cognome, noi facciamo lo stesso su di voi. Chi ha visto voi, chi lavora con voi, dove abitate, nome e cognome e poi verremo sotto le vostre case". "Qualcuno di voi si è perso un cane? Noi l'abbiamo visto, che dobbiamo fare, lo dobbiamo prendere? Lo laviamo? Gli dobbiamo levare le pulci? Poi ve lo dobbiamo ridare? Ve lo portiamo direttamente a casa, eh. Eventualmente prendiamo anche i bambini davanti all'asilo. Ci andiamo direttamente noi".

Il processo per l'irruzione di CasaPound nella sede di ‘Chi l'ha Visto'

Le chiamate sono state fatte ascoltare nella trasmissione di ieri sera per la prima volta dopo dodici anni. Provenivano dalla sede nazionale di Forza Nuova, ma l'autore non è mai stato identificato. Le minacce erano rivolte a Federica Sciarelli, che aveva un pastore tedesco e un figlio piccolo. CasaPound, che aveva rivendicato l'irruzione nella sede Rai, ha dichiarato di non avere nulla a che fare con quelle telefonate. A processo per il blitz nella sede di Chi l'ha Visto sono finiti dodici militanti del movimento di estrema destra, tra cui Gianluca Iannone e Simone Di Stefano. La prima udienza c'è stata poco tempo fa. Un ritardo che, in una nota congiunta, FNSI e Usigrai hanno dichiarato ‘inaccettabile'.