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7 Maggio 2020
15:51

Proposte per la fase 2: a Gaeta si va in spiaggia dentro cerchi di teli e bambù ecosostenibili

A Gaeta si va in spiaggia in cerchi costruiti con teli e bambù. Questa la proposta ecosostenibile e gradevole per i bagnanti che due giovani architetti, Antonio Magnatti e Fabio Galluzzi, hanno illustrato al sindaco Cosmo Mitrano. Il progetto, qualora venisse accolto dai gestori degli stabilimenti balneari, potrebbe essere adattato alle linee guida del Governo sugli arenili.
A cura di Alessia Rabbai
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Il progetto degli architetti Antonio Magnatti e Fabio Galluzzi
Il progetto degli architetti Antonio Magnatti e Fabio Galluzzi
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Cerchi di teli e bambù per delimitare i petrimetri entro i quali sistemare ombrelloni e lettini sulle spiagge di Gaeta, gettontissima meta turistica del litorale pontino. Questa la proposta ecosostenibile illustrata da due giovani architetti al sindaco Cosmo Mitrano. Autori del progetto Antonio Magnatti e Fabio Galluzzi, gaetano il primo e pugliese il secondo, un'idea messa a punto per permettere una fruizione degli arenili in totale sicurezza, che abbia come obiettivo il distanziamento sociale tra i bagnanti, con un'attenzione particolare verso l'ambiente. "Apprezzo moltissimo l'iniziativa dei due giovani architetti, tra cui un ragazzo di Gaeta, che si sono attivati mettendo a disposizione la loro professionalità e progettualità – commenta il sindaco Mitrano – Pertanto invito gli operatori balneari di Gaeta a raccogliere la loro proposta e a confrontarsi con loro, per valutare se può essere utilizzata o bisogna modificarla in base alle tangibili esigenze, compatibilmente con quanto verrà stabilito per la fruizione degli arenili".

Cerchi di teli e bambù in spiaggia: il progetto

Il progetto dei due architetti prevede la suddivisione della spiaggia in aree perimetrate e poste in sicurezza, per consentire ad adulti e bambini di godersi il mare nel rispetto delle regole imposte dal Governo, per far fronte all'emergenza sanitaria, che mira al contenimento dei contagi da coronavirus. "Si tratta di un modello che può essere facilmente realizzato in autocostruzione da ogni operatore balneare, circoscrivendo il perimetro di cinque metri di diametro di ogni ombrellone con canne di bambù o teli – spiegano i due architetti – Trattandosi di un intervento da realizzare sulla spiaggia, sono stati scelti materiali ecosostenibili, facili da reperire e durevoli nel tempo". Una soluzione non solo ecosostenibile, ma anche gravole per i bagnanti: "Il tutto si sviluppa tenendo conto delle misure di ventilazione e soleggiamento, prendendo come esempio il litorale di Serapo. Il cerchio di bambù o di teli si sviluppa con un'altezza graduale per permettere al vento di passare andando a costituire un piccolo ‘habitat protetto'".

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