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Pronto Soccorso, attese lunghissime in barella e 900mila euro di ticket evasi

Attese drammatiche per gli esami e le visite specialistiche, giorni e giorni passati in barella nei Pronto Soccorso prima della visita, ticket evasi per oltre 900mila euro. È la fotografia della sanità del Lazio scattata in rapporto realizzato dalla Uil Lazio in collaborazione con l’Eures.
A cura di Enrico Tata
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Attese drammatiche per gli esami e le visite specialistiche, giorni e giorni passati in barella nei Pronto Soccorso prima della visita, ticket evasi per oltre 900mila euro. È la fotografia della sanità del Lazio scattata in rapporto realizzato dalla Uil Lazio in collaborazione con l’Eures. Nel 2014 i pronto soccorso del Lazio hanno registrato circa due milioni di accessi, cioè oltre 5mila al giorno e 224 ogni ora. Corrispondono all’8 per cento in meno, ovvero 175 mila pazienti in meno, rispetto al 2006. Il problema, sottolinea il rapporto, è che sebbene siano diminuiti i pazienti, non sono diminuite invece le attese. Nel 2014, infatti, quasi 50 mila persone hanno stazionato in pronto soccorso per più di 24 ore, quasi 24 mila tra 24 e 36 ore e oltre 26 mila per più di 36 ore. Al San Camillo Forlanini, il tempo di stazionamento in barella presso il pronto soccorso può arrivare anche a cinque giorni, contro le 24 ore di dieci anni fa.

Nel corso degli anni, inoltre, è cresciuto il livello di gravità e di urgenza dei casi nei Pronto soccorso: in cinque anni i codici rossi sono aumentati del 64 per cento e i codici gialli del 25 per cento (i codici rossi sono ora il 2,4 per cento dei casi totali). Secondo il rapporto questa situazione si verifica a causa di un invecchiamento della popolazione e degli effetti economici della crisi. Secondo il rapporto, nel 2012 (ultimi dati disponibili) sono stati evasi circa 900mila euro di ticket, cioè addirittura il 75 per cento delle entrate dovute. Circa la metà dei codici bianchi arrivati in Pronto Soccorso non avevano diritto all’esenzione del ticket ma di fatto nelle casse pubbliche sono entrati solo 300mila euro a fronte dei preventivati 1,2 milioni di euro.

"I dati, le immagini e le “visite” da noi effettuate negli ultimi mesi all’interno degli ospedali romani e laziali ci mostrano degrado e forti carenze. I costi saranno anche diminuiti, ma ciò ha comportato una forte riduzione di personale e servizi e, di conseguenza, un danno non indifferente all’utenza che si misura sempre più con una sanità pubblica malata e con attese drammatiche non solo per le visite specialistiche e gli esami, ma anche nei luoghi dove l’emergenza dovrebbe essere tempestiva, come i pronto soccorso". Questo il commento del segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica.

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