Alessandra Veronese 
in foto: Alessandra Veronese 

"Roma, sono ferma davanti alla Feltrinelli (di Largo Argentina, pieno centro storico della Capitale nder), aspettando una persona. Un tizio, con croce uncinata sul braccio, mi si avvicina e mi sputa in faccia. Io sono rimasta così allibita che non ho neppure reagito. Ho poi capito cha probabilmente lo ha fatto perché avevo una borsa di tela del corso di yiddish fatto a Tel Aviv. Prove di antisemitismo. Che schifo". Lo denuncia, su Facebook, Alessandra Veronese, ricercatrice di storia medioevale presso l'università di Pisa ed ex direttrice del centro di Studi Ebraici dello stesso ateneo toscano. Lo sconosciuto è stato poi denunciato, come racconta la stessa docente sempre sul suo profilo: "Ho presentato denuncia alla digos. Ora vediamo se il simpatico antisemita di Largo di Torre Argentina riescono a pizzicarlo. Comunque vice-commissario gentilissimo e super disponibile".

"Gli avrei assegnato un bel calcione. Invece ero confusa: i testimoni mi hanno detto che aveva la svastica, che era un fascista conosciuto nella zona, non nuovo ad aggressioni di quel tipo. Figurasi io neanche pensavo che avevo quella borsina", ha raccontato la ricercatrice in un'intervista rilasciata al Tirreno.