in foto: I tonnarelli all'amatriciana di "Armando al Pantheon"

È uscita l'edizione 2018 della guida Slow Food alle Osterie d'Italia. In tutto 1600 locali recensiti in tutta la Penisola, alla ricerca di eccellenza e semplicità, di cucina genuina e dai prezzi abbordabili. Piatti e prodotti della tradizione, cibo casareccio ma eccellente, con qualche spunto d'innovazione, per una cucina che "sottolinea le differenze e non si piega alle mode". Sempre gli stessi da 30 anni i criteri con cui vengono valutate le osterie: servizio, cucina, atmosfera e l'oste o (l'ostessa).

Le migliori osterie secondo Slow Food: premiata l'identità.

L'osteria, etichetta ormai forse abusata, è un'idea sempre in bilico tra semplicità e genuinità e la creazione artefatta delle atmosfere di "una volta". Per questo gli autori della guida Eugenio Signorini e Marco Bolasco hanno puntato nell'assegnare l'ambiata Chiocciola che premia le migliori osterie d'Italia prima di tutto "l'identità" di ogni locale. L'osteria così non è solo i piatti e la sua storia, ma anche l'oste, la sue proposte e il carattere che dà alla sua sala, il servizio e l'amore dedicato al cliente. In osteria insomma non solo bisogna mangiare bene e con gusto, prodotti di qualità a un prezzo giusto, ma soprattutto bisogna stare bene.

Gli indirizzi da non perdere a Roma e nel Lazio.

Diversi gli indirizzi premiati a Roma e nel Lazio. In provincia di Latina Lo Stuzzichino di Campodimele e a Casa di Assunta sull'isola di Ponza. Per quanto riguarda Frosinone e provincia si aggiudicano la Chiocciola l'Osteria del Tempo Perso a Casalvieri, l'Osteria del Vicolo Fatato a Piglio e La Polledrara a Paliano. Un solo indirizzo premiato a Viterbo: il locale Tredici Gradi. A Roma da non perdere Da Armando al Pantheon, Da Cesare, Grappolo d'Oro, Osteria del Borgo, Osteria del Velodromo Vecchio, Pro Loco Dol. Nei dintorni della capitale da scoprire Zarazà a Frascati, l'Oste della Bon'ora a Taverna Mari a Grottaferrata, Sora Maria e Arcangelo a Olevano Romano.