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La Procura di Roma ha chiesto condanne che vanno dai tre ai tredici anni e sei mesi per quindici imputati nell'ambito di uno dei filoni di indagine sul clan Casamonica. Si tratta di persone che hanno scelto il rito abbreviato o il patteggiamento, ossia misure che portano allo sconto di un terzo della pena in caso di condanna. Gli altri quaranta imputati nel maxi processo hanno invece scelto il rito ordinario: per loro le accuse sono molto più gravi e vanno dall'associazione a delinquere di stampo mafioso, all'estorsione, all'usura, all'intestazione fittizia di beni e allo spaccio di droga. Rischiano condanne per diversi anni di carcere. La sentenza per i quindici imputati che hanno chiesto patteggiamento e rito abbreviato arriverà il 16 dicembre: a loro è contestata l'aggravante dell'agevolazione dell'associazione mafiosa, e non il 416 bis. A decidere sulle loro condanne sarà il Gup Angela Gerardi.

Le indagini sui Casamonica e gli arresti che hanno tagliato la testa al clan

Le indagini coordinate dai magistrati della Dda hanno decimato negli ultimi quattro anni il clan dei Casamonica con arresti e sequestri di beni e immobili. Dal 2018 in poi, inoltre, sono state 60 le persone condotte in carcere. Insieme a loro, anche esponenti dei clan Spada e Di Silvio, attivi nella zona del litorale laziale. Fondamentale per decapitare l'Idra, anche le confessioni di alcuni pentiti illustri, tra cui l'ex moglie di Massimiliano Casamonica, Debora Cerroni. La donna, che non era ben vista dal resto del clan perché non di origine sinti, era stata segregata in casa. Quando il marito è stato arrestato, non poteva muoversi senza che qualcuno del clan la seguisse e controllasse i suoi spostamenti. Quando è riuscita a fuggire ha fornito informazioni utili alle indagini. Debora Cerroni vive ora in una comunità protetta insieme ai suoi due figli.