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Ponza, sequestrati 300 chili di pesce in diversi ristoranti dell’isola: mancava la tracciabilità

I carabinieri dei Nas hanno sequestrato 300 chili di pesce in alcuni ristoranti dell’isola di Ponza. Hanno riscontrato irregolarità sulla conservazione dei cibi, ma soprattutto mancanze in merito alla tracciabilità dei prodotti ittici.
A cura di Enrico Tata
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FOTO DI REPERTORIO
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Sull'isola di Ponza i carabinieri dei Nas hanno controllato diversi ristoranti e hanno sequestrato 300 chili di pesce. Nella maggioranza dei casi esaminati il problema non era il cattivo stato di conservazione (contestato solo a un deposito alimenti di un ristorante), ma l'indicazione della tracciabilità. In altre parole i ristoratori non erano in grado di dimostrare da dove provenisse il pesce e quando era stato pescato. I Nas di Latina, in collaborazione con le motovedette di Gaeta e di Ponza e i funzionari della Asl di Latina, hanno controllato undici attività sull'isola tra ristoranti, negozi, strutture sanitarie e farmacie. Al termine degli accertamenti, i carabinieri hanno disposto la sospensione per un locale deposito alimenti e lavaggio di un ristorante di Ponza e hanno sequestrato 300 chili di pesce in diversi ristoranti. Non sono state rilevate irregolarità per le strutture sanitarie e la farmacia ispezionate.

Sequestrato pesce per un valore complessivo di 5mila euro

Sono state contestate, informano in una nota i Nas, "cinque violazioni amministrative per la mancata tracciabilità dei prodotti, altre tre per la mancanza dei requisiti igienico-sanitari, 1 per la mancanza delle procedure di autocontrollo HACCP e 3 per le inadeguatezze strutturali". Gli alimenti sequestrati hanno un valore complessivo di 5mila euro, mentre l'importo totale delle sanzioni amministrative disposte è di 13.500 euro.

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