Interventi di chirurgia in un centro estetico: questo avveniva all'interno di un locale commerciale di via Palmiro Togliatti, in zona Ponte Mammolo. Gli agenti di Polizia Locale del IV Gruppo Tiburtino e il personale dell'ASL RM2 hanno trovato una sala operatoria abusiva completa di macchinari di ultima generazione ma priva di autorizzazioni e titolo sanitario. Bombole d'ossigeno, farmaci anti-emorragici e un kit di emergenza per la rianimazione: sono solo alcune delle cose che le forze dell'ordine e il personale sanitario hanno trovato durante il controllo. Non solo la sala non era né autorizzata né denunciata, ma i "dottori" che trattavano i pazienti erano privi del permesso di operare. Tanto che al momento della perquisizione è stato necessario chiamare un'ambulanza per soccorrere una donna di 39 anni: aveva appena subito un intervento di blefaroplastica e lamentava un forte dolore agli occhi.

Sala operatoria abusiva, denunciato un 35enne

Tutto il materiale della sala operatoria abusiva è stato requisito e il centro estetico posto sotto sequestro. Gli agenti si sono trovati davanti quello che all'apparenza sembrava un vero studio medico, con tanto di lettino e farmaci per gli interventi. Sono ancora in corso le indagini per risalire ai responsabili del centro e alle persone che lavoravano lì senza titolo: per adesso è stato rintracciato solo l'amministratore delegato della società, un 35enne di origini cinesi denunciato all'Autorità Giudiziaria. All'interno della struttura era presente anche una donna di 26 anni – anch'essa di nazionalità cinese – priva del permesso di soggiorno. Un'attività, questa, molto pericolosa dato che gli interventi di chirurgia estetica possono – come tutte le operazioni di tipo medico – avere delle complicanze. Complicanze che probabilmente sarebbe stato difficile (se non impossibile) gestire in quelle condizioni.